Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA ; BON COMPAGNI CARLO ; LA MARMORA, ALFONSO FER
anno <1915>   pagina <670>
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F. Fava
paese, tanta forza in se stessi e nel loro patriottismo da sacrificare sull'ara della patria interessi e idee personali. '
Esse si accesero intorno alle due più grosse questioni che rima­nevano: Roma e Venezia. Il partito d'azione che metteva capo a Garibaldi, s'agitava infaticabilmente per una immediata soluzione anche se si dovesse ricorrere a mezzi rivoluzionari; gli uomini tem­perati, pur volendo la medesima soluzione, dissentivano nei metodi da adottarsi nel condurla a termine. Dopo la morte del Cavour e la successione nel ministero del Ricasoli, le trattative diploma­tiche col Vaticano arenarono; e le difficoltà per una soluzione paci­fica parvero sempre più insormontabili, mentre i rapporti cordiali con Napoleone III s'intiepidivano. Da ciò Pinquetudine del par­tito d'azione, che cercava di tener desta l'opinione pubblica su Roma e intanto raccoglieva le fila delle proprie forze con i Comi­tati di provvedimento e con le associazioni unitarie fusesi poi neWAssooiazione JSJmanoijpatrice. Ma il Ricasoli dovette cedere il posto al Rattazzi, beneviso all'Imperatore e non discaro, per le sue origini, al partito avanzato. Fu il governo del più colossale equivoco, che apportò i lutti incancellabili nella storia d'Italia di Sarnico e di Aspromonte. H Rattazzi aveva cercato di conciliare tutto e tutti; ma finì, come è noto e come doveva aspettarsi, col disorientare ogni cosa, e col dispiacere a Dio ed ai nemici sui . Osserva acutamente il Bon-Compagni che l'amicizia con Gari­baldi finì a schioppettate e le speranze fondate nell'amicizia intima coli'Imperatore ci condussero a vedere entrare nei consigli suoi il politico che nel 1849 fa più caldo propugnatore dell'occu­pazione di Roma (Billault).
La politica di arrendevolezza rispetto alla questione romana, opposta a quella ben decisa del Cavour e del Ricasoli non giovò a fargli amici in Italia e non gli fece in definitiva trovare favo­revole incontro nò anche in Francia . Mentre i propositi del Mi­nistero sulla politica in oriente valsero solo a farci alienare l'In­ghilterra. '
cfr. fra altri eoritti del tempo, la lettera, del 23 ottobre? pì, scritta da SAFFI e MORDESTI Hn M, Rosi, H risorgimento italiano e l'aziono èli un patriot*. Torino, Roux, 1906 ; in docnra. a p. 432 e uegg.
2 JI Min-Mero Battazxi ed ti Parlamento, del cav. BONOOMPAGOT, Milano, Brigola, 1862, pp. 38-40. Un altro autorevole conservatore e piemontese, il