Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA ; BON COMPAGNI CARLO ; LA MARMORA, ALFONSO FER
anno
<
1915
>
pagina
<
676
>
676 M Fava
E non si riesce a spiegare l'atto arbitrario del Là Marmerà il quale era onestissimo, e per temperamento riflessivo e non si lasciava cosi feralmente trascinare da spirite settario, se non ammettendo ch'egli credette di vedere in quei deputati degli emissari garibaldini investiti del mandato di sobillare l'esercito alla diserzione e di sollevare il popolo contro il Governo ed il Re. A questo pericolo credettero uomini di solito equilibrati, come il! Lanza, il quale scrive nelle sue memorie: Sì menò qualche scalpore alla Camera per questa arresti; ma il Generale nell'imminenza del pericolo di una guerra civile, ne assunse tutta la responsabilità, tanto più giustificata dal fatto dell'esistenza dello stato di assedio e dalla certezza che quei deputati apertamente àgi-vano per aiutare V impresa del Garibaldi s
E su tale credenza, ora in buona ora in dubbia fede, sì appoggiavano principalmente quei deputati e ministri eli e sorsero in difesa del Ministero e del La Marmerà. Essa apparisce nel discorso del Depretis e nei due pronunziati dal Rattazzi, il 26 novembre e il 1 dicembre, in cui il pericolo è naturalmente rappresentato con tinte più scure. Peraltro la difesa del presidente dei Consiglio non riesce sempre felice; dovendo egli talvolta ricorrere a sofismi e a sottigliezze curialesche.
Così quando vuol provare la flagranza dell'arresto, ei fa questo ragionamento. Loro (ai deputati) fu detto che erano stati arrestati perchè avevano preso parte all'insurrezione di Sicilia e siccome questa era la stessa insurrezione che si andava fomentando delle provincie napolitane, egli è evidente che il reato era ancora flagrante (mormorio), perchè egli (Mnrdini) non deve dimenticare che il suo arresto ebbe luogo tra l'uscita del porto di Catania del Generale Garibaldi ed il fatto di Aspromonte (tornata del 1 die.);. B come il 26 novembre i timori del La Marinoni aveva portato davanti alla Camera facendo dare lettura dei suoi rapporti per bocca del ministro Sella, e suscitando una indignazione quasi unanime per alcune frasi in essi contenute e che parvero un insulto alla rappresentanza nazionale2 ; così il primo dicembre volle dopo-
* TÀVAIXINI, La v-Uu e i tempi di Giov, Lwnsa. Konx e C. Torino, voi I, p* 2S3.
1 Deputato io stesso al Parlamento Nazionale in. tutte lo legislatore che ai succedettero dal 1848 in poi, sono qnanti altri mai geloso del diritti e delle prerogative con cui lo statato ha guarentito l'indipendenza dei deputati, ma
i