Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA ; BON COMPAGNI CARLO ; LA MARMORA, ALFONSO FER
anno
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1915
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pagina
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680
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680 J. Mva
Prefetto, ve lo cedo sabito compreso la direzione politica che mi si diede senza che io sappia troppo che cosa voglia dire. Mi sembra che dopo quel che avete detto non lo possiate rifiutare.
Se per caso poi avvenisse un altro tentativo cosidetto Garibaldino, e che spinto dalla necessità di salvare il paese dalla guerra civile, o dall'anarchia, faceste arrestare qualche onorevole deputato, andrò io al Parlamento a prendere le vostre difese. Non ridete. So quanto meschina sia la mia eloquenza, ma tenterei di supplirvi alla meglio con argomenti tratti dalla mia profonda convinzione che, quando i rappresentanti della Nazione anziché ripudiare i deputati che tradirono appertamentè (sto), pubblicamente, flagrantemente il prestato loro giuramento, si aoaltzeano per sostenerli contro il Governo, questa povera Italia corre grave pericolo di perdere non solo la sua libertà, ma la sua indipendenza che aol Marno acquistata con tanti sacrifizii e quasi miracolosamente.
Firmato: A. L.
A questa seguì una risposta del Boneoinpagni, cortes nella forma, ma ferma e dignitosa nella sostanza. In essa sono ribattuti gli argomenti del generale e ribadite sommariamente le ragioni della sua condotta nei riguardi del Ministero, come ognuno potrà vedere dal documento, finora inedito, che riproduciamo integralmente. Il quale non meno della lettera del La Maxmora, è particolarmente interessante, sia perchè ci mette in grado di assistere allo svolgimento del dissidio ira i due illustri personaggi, sia perchè rivela il pensiero intimo dell'eminente parlamentare, non diiforma da quello manifestato per mezzo della stampa e dalla tribuna della Camera.
Torino, 2? Settembre 1802.*
Caro amieo,
Voi siete uno degli uomini il cui nome è più glorioso in Italia, ed io
che ebbi molte relazioni di affari politici con voi, mi onoro altamente
di esservi amico. Perciò accoglierò sempre con gratltutine e con rispetto
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1 È tratto dall'archivio privato del conte Mario degli Alberti. Devo alla squisita cortesia dell'illustre patrizio piemontese, cultore benemerito delia storia dei nostro Bisorgimento, il prezioso documento. Di ohe gli rendo vivissime grazie, anche per il modo spontaneo, onde, non richiesto da me direttamente, egli mi fece pervenire, per il tramite del oh. prof. Colombo, che ringrazio altresì, una copia della lettera originale, ohe si conserva nel suo ricco archivio di famiglia.