Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA ; BON COMPAGNI CARLO ; LA MARMORA, ALFONSO FER
anno <1915>   pagina <682>
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jf. Fama
La cortese polemica pare sia rimasta a questo punto, giacché della nessuna traccia di continuità se ne riscontra in altri docu­menti quelli che finora almeno si conoscono. Questa opi­nione mi esprimeva il Degli Alberti, scrivendomene, ed io non posso che accoglierla e farla mia. I due Cavallereschi dissidenti si tennero paghi di quelle leali spiegazioni reciproche, rimanendo amici al par di prima, come si suole fra galantuomini, che possono essere divisi da opinioni, ma non trasmodano mai, ma sono pronti a stringersi lealmente la mano, senza insistere in una penosa quanto inutile discussione.
I fatti seguiti di lì a qualche giorno dovevano dar ragione al Boncompagni. Il Rattazzi, dopo la lunghissima discussione, durata dal 20 novembre al 1 dicembre che fu una delle più aspre battaglie parlamentari, in cui vennero fuori, fra le affermazioni esagerate, delle verità scottanti senza aspettare l'esito del voto, travolto da una valanga di accuse, rassegnava le dimissioni di tutto il Ministero.
Esso non era stato salvato né dal reviremmt nella sua condotta verso Garibaldi e il partito d'azione, uè dalle dichiarazioni espli­cite circa la questione di Roma, che doveva considerarsi come semplicemente rinviataj né dall'atteggiamento meno irresoluto e,,-j ciamolo pure, meno servile verso il Governo imperiale. E la famosa circolare del Durando ai rappresentanti dell'Italia all'esterol aveva avuto per effetto di urtare Napoleone e indurlo a un brusco mu­tamento di politica, mentre non riusciva a rialzare le sue azioni all'interno.
Difatti in Francia il Thuvenel, amico nostro, fu sostituito, nel ministero degli esteri dal Drouyn (16 ottobre), del quale eran ben noti precedenti, essendo quello stesso ministro ohe nel 1849 aveva cacciato colle armi francesi Garibaldi da Eoma e aveva restituito
1 In questo docmneato officiale,. tra. l'altto, si faceva la seguente dichia­razione : La legge ha trionfalo.; ma la parola d'ordine dei volontari è stata que­sta volta, oowtietb riconoscerlo, l'espressione di un disogno più imperioso òtte mai. La nazione intiera reclama la propria capitale; essa ha resistito, non ha guari, allo slancio inconsiderato di Garibaldi, solo perchè è convinta ohe il Governo dm Se saprà compiere il mandato ólte Ita ricevuto dal Parlamento riguardo a Soma­li problema Ita potuto mutar d'aspetto, ma l'urgenza di una soluzione è diventata più potente >.