Rassegna storica del Risorgimento
BRESCIA ; DEPRETIS AGOSTINO
anno
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1931
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pagina
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556
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55 Bmmi'Mln Libato
La cessione di Maza alla Filanda voluta dal Grande Miniatro, per otteùè da Napoleone il consenso alPàianessìoue della Toscana*, fn giudicata dagli antioavourriani quale un iniquo mep; flS'oppor siaionéi. con alla testa Rattazzi, mosse all'assalto del Ministeri il quale, malgrado gli attacchi a fondo degli On. Castellani-Fanttìni, Guerrazzi e Rattazzi, ottenne ffl, voto di! fiducia e l'annessione della Savoia e di Nizza alla Francia fu un fatto; compiuto.
Agostino Depretis il 26 aprile, non sentendosi più di seguire il Governo nell'indirizzo politico seguito, specialmente nei riguardi della cessione delle due Provincie all'Impero Francese, aveva mandato al Ministero una lettera di dimissioni, m forma ufficiale, diretta al Ministro dell' In terno, un'altra al Presi-dènte del[Consiglio, ed infine una privata allo stesso Ministro dell'Interno, ui*i Darlo Fa-rini.
Egli ufficialmente cosi scriveva al .Ministro dell'Interno:
Brescia 11 26 aprile .1860; Eccellenza,
Allorché il precedente MnìstérP offrivami la carie* Governatore di ijiuesta Provincia, credetti mio dovere, anche con itilo sacrifletp, 1 raceettarla.
Persuaso però di avere assunto un ufficio politico che non poteva esercitarsi senza la piena ed intera confidenza dei Ministri, riil attutarsi dell'aromi-nistrazione mi sono affrettato :dl rassegnare la mia; aii
S B. il Signor Gonte di Cavour ebbe la bontà di scrivermi una lettera /nella quale faceva in certa guisa ine giudice della convenienza di conservare od abbandonare il mio posto. Su quella lettera io; aveva bisogno di alcune spiegazioni, onde chiesi ed ottenni una conferenza.
Nel colloquio che ho avuto coli'illustre presidente dpi GpBsiglto sul finire di Gennaio esposi con tutta franchezza ie mie idee e le mie viste politiche: dissi In qual parte fossero, in quale per avventura non potessero, trovassi conformi alle viste dell'attuale gabinetto, e sleeome io non avevo assunto il mio ufficio per riguardi personali, mi dichiarai disposto a continuare, pregando net tempo stèsso 11 Signor Ministro a volermene esonei-are quanto più presbq ii credesse pronto ad assumere un'ufficio gratuito ne! quale potessi adoperarmi a; Vantaggio del Re e della Patria.
JSbbl dal Signor Miniatro parole piene di benevolenza e di cortesia, é tt>-toma) à'i mio posto nel quale rimasi fln'orn.
Nuova ni pubblici uffizi, ho inconùratOk moti- 'te: dissimulo molte difficolta. Una porte di esse fu superata, ed oggi giorno posso aire che 1 più importanti