Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA ; BON COMPAGNI CARLO ; LA MARMORA, ALFONSO FER
anno
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1915
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pagina
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683
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Un dissenso La MarmoraBoneompagni (83
sul suo trono ìl papa; mentre al liberale La Valette, ambasciatore ài Francia a Boma, succedeva il clericalissimo La Tour D'Auvergne, tenace assertore del potere temporale del papa.
Né servi a mutare l'opinione pubblica in Italia il nuovo atteggiamento della stampa ministeriale, che dalla Costituzione alla Discussione, alla Monarchia Nazionale, per non accennare che ai maggiori organi, battè la stessa solfa, proclamando altamente con frasi non meno spinte e non meno accese di quelle che erano adoperate fino allora soltanto dai giornali mazziniani e garibaldini, la necessità di una soluzione urgente del problema della capitale. Mirava con ciò ad avvertire l'Europa, particolarmente la Francia, che si disilludessero sulle intenzioni di rinuncia a Roma; la quale ora più di prima era considerata da tutti gli Italiani come un possesso indispensale all'esistenza della loro nazione ricostituita. 33-questo linguaggio doveva urtare maggiormente la stampa clericale, il cui organo magno, VArmonia di Torino, seguito dalla non meno importante rivista la Civiltà Cattolica, per parecchi numeri consacrava degli articoli editoriali per esaminare la nuova situazione e per biasimare la condotta contradditoria di quei giornali, che aveva avuto alleati nell'inveire contro Garibaldi e il partito d'azione.1
La colpevole impazienza aveva dunque fatto manifesto al mondo intero e in particolar modo alla Francia che nessun governo si pò. teva reggere in Italia, che tentasse di sopire la questione di Roma; e che il voto solenne del 27 aprile 1861 non doveva lontanamente considerarsi come platonico. Ohe si poteva esser discordi sui mezzi e sull'opportunità di tradurlo prima o poi in atto; ma che il pensiero di tutta la nazione era uno solo, la meta comune : Roma. Su ciò nessuno doveva farsi illusione. Cosi Aspromonte ci apparisce ed è una delle tappe, dolorosa ma necessaria, al fatale cammino verso il compimento del nostro ciclo storico,
F. FAVA.
I Valga II brano seguente come saggio delle amare considerazioni di questo giornale: Chi non Tede che questo è proseguire la stessa agitazione incominciata da Garibaldi a Marsala col grido : o Soma o la morto t Metteva conto di andare con le armi contro Garibaldi per far cessare quella intempestiva e pericolosa agitazione se il Ministero la prosegue per suo oonto ? In sostanza, ciò Terrebbe dire ohe il Ministero fa guerra a Garibaldi, perche ne teme la con.-. correnza negli affari della bottega. Sono due ghiotti ad un tagliere, e vanno a gara a ohi meglio e pia presto può spareochiare la tavola !