Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA ; BON COMPAGNI CARLO ; LA MARMORA, ALFONSO FER
anno
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1915
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pagina
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686
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In adempimento all'invito nel telegramma del 9 coerente di V. E. diretto a questo sig. Prefetto, mi onoro farle conoscere come il giorno 16 caduto agosto, trovandomi in posizione colle mie truppe in Adornò, nella sera vi si fermassero varii deputati, fra i quali intesi nominare Mordini e Fabrlzi, che recavansi al campo di Garibaldi presso Regalbuto; dessi' s'Intrattennero con borghesi ed ufficiali, quindi nella notte partirono. Nella mattina seguente numero 14 ufficiali del 4 reggimento diedero la loro dimissione, e ciò mi fece meraviglia, giacché i savi ragionamenti tenuti dal loro colonnello impedirono fino a quel giorno gli ufficiali di quel reggimento a seguire il mal esempio di 16 ufficiali del 3 che il giorno prima facevano uguale domanda.
Il mattino del 19 pure agosto, mentre la mia colonna marciava su Catania inseguendo quella di Garibaldi, che di poche ore mi precedeva ed era entrata già in città, il sig. Fabrizi mi chiese di lasciarli sorpassare la testa della mia colonna annunziandosi nella qualità di deputato al Parlamento. A tutta prima risposi negativamente ; avendo poi il medésimo insistito, gli accordai di passare solo, al che egli rispose esser in in compagnia del suo segretario e da questo non volerai dividere, e che )n ogni modo, se ne rendeva responsabile. In questo frattempo la mia colonna entrava in Mlsterblanco ed io accordava a quel deputato e suo segretario di proseguire celermente la loro strada per Catania.
In quella stessa mattina, 19 agosto, mentre con la mia truppa avevo preso posizione a Misterbianoo, venne da me una deputazione di vari signori, in numero dagli 8 al 10, qualificandosi deputati al Parlamento ed aventi la medaglia di tale distinzione, però protestando non essersi riuniti in modo ufficiale, ma solo al buon fine di evitare grave danno alla città, di Catania, venivano a scongiurarmi acciò volessi risparmiare l'attacco di viva forza contro la città dove 1 Garibaldini da poche ore vi stavano e già si costituivano le barricate.
Qualcuno di questi signori (di cui non conosco il nome) mi mosse lagnanze per parte di Garibaldi, perchè io aveva arrestato circa un centinaio dei suol rimasti Indietro, nella maggior parte ragazzi e disarmati, dicendomi che il Garibaldi avrebbe usato meco di rappresaglia ritenendo i bagagli e le persone che dentro Catania Si trovavano in quantità ed avrebbe impedito T uscita al viveri; mandai quindi liberi tutti gli arre*
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