Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
anno
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1931
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592 P. ('amilimitili
. 9> quale consisteva in candele di sego, delle quali ognuno di loro era provvisto, ili attesa di essere chiamati alle marmitte fumanti,, operazione era iesta il Croato, impaziente e sorridente, immergeva M! Ima ad lina le sue candele nell'acqua bollente, le rialzava gocciolanti ejCOnie 'snonasse nu piffaro, le portava alla bocca spalancata, é; rapidamente le succhiava, compreso lo stoppino, Ira le grandi nostre risate. Quadro magnifico! Tutti noi! abborrivamo quei selvaggi : la Polizia segreta papale si serviva di costoro per arrestare, per flagellare ejjn le verghe i nostìfl conoscenti; penÉ te notizie politiche erano tenute celate : quinflii la fuga del galeotto dì Mantova, per quanto avvenuta,., Lugo non era ancora conosciuta.
Però dajjìjualebe giorno dallffee Maada. iu poi, io notavo in casti' . mia qualche novità: l'atto' finale non era più quello; si cenava in fretta, e me, con una certa insistenza, si solleciltava di prendere il lume e li andarmene a letto. Io dormiva nella camera H mia Madre,, la quale in quelle sere MpÉl a comparire. Ciò si ripetè per tre o qùffetro iroite, quando unajsèra, ò. pèrciÉè' mio Padre fesse rincasato più tardi del solito, o perchè della mia piccola quantità, addormentata sulle braccia incrociate sul desco, nessuno più si accor* gesse, fui destato da una nervosa suonata al campanello del portone della casa. Dovevano essere le nove circa. Io mi (alzai di botto, ma quaudo mio Padre, -maia Madre, e mìo fratello Aurelio, dimentichi affatto di opae, già si erano alzati e frettolosi col lume in mano erano corsi al portone per apsire* A telarne corsi anch'io nell'andito e, confusomi ti i Miei, vidi di fuori alla porta un veicolo tirato da un eavallo di pelo oscuro, mentre al portone semiaperto si presentava un giovane in abito di soldato austriaco, pallido in viso e sbarbato, che in un lampo si slanciò dentro, muto, tra le braccia prima xli mia. Madre, e poi di mio Padre e di mio fratello, e che, a me pose la matto; accarezzante sul capo e sulle guancie... Poi nulla pi'ù vidi, perchè mia Madre per la prima e poi mio Padre mi intimarono di subito andarmene a letto. Avuto il lume dalla servente, salii lento la scala, mentre udiva chiudersi la porta della stanza da pranzo, entro la quale stanza di un fóratto, erano entrati i miei e il misterioso ospite. M addormentai eoa la vaneggiente curìQO ,S.i;tà di sapere ehi fosse mai quel soldato austriaco ; non udii l'arrivo di mia Madre nella camera... e la mattiìia presto tranquillo, come se nulla avessi veduto, mi alzai, domandai la solita benedizione alla mia mamma, che me la diede senza alcuna preoccupazione.
Ma un nuovo incidente, anche questo rimasto per molto tempo