Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
anno
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1931
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pagina
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593
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senza spiegazione éppo pochi mesi venns ; Wbre il mio piccolo io, attaccato per natafi è" W educazione aU -jasa paterna come ostrica allo scoglio. La nostra casa si componeva di fere corpi di fab-l'l'iòti iiÉQ prospient( s'alia piazzai della QoJ[jggiàta 4 ffjpft-' mesco;. volto aiil 0'ed'Ltefee :: m altèro vmsaÉoi'. tengo; una viuzza laterale: un frèrzo.,; parallelo al prnftQ. col prospetto ad Est: mezzo il cortile eMifiso.' ai JJord <fagp alti; muri delia Collegiata. W<é duepKÌimimJ) sotto MópMt sic soigeil la Vieta .tomftstiea,, nel terzo, quello ad Est* stavano la cantina, i granai <e la ìejnalaj ai quali si accedeva attraversando il oóffijjpo giorno mia Maò*i mi dice : Va a prendere dalla legnaia ima fascina pw 6 focolare, delia cucina , lo corsi come al solito, salii la !buia scala, mi arrampicai sulla- catasta, atta più di nn ;imetj!.o,. h'eTa posta a ridosso di un map,-a mia insaputa forma/to 4 una leggera parete cMuente-m arco. di. là dal quale rSmaneyèhiuso al buio un iH oblungo della stanza medsimè; Mi. cMnaji e Con tutti gli staici tenfi; kf scatenare uno dei fasci ; ma non mi fn possìbile di smuoverne uno. Allora decisi da .ppogtairjoi con M. Stro della persona al muro per dar Eorza aljfe mie braccia : e fiosi iteci : quando di sopente ai mìei reiterati impeti la parete :ee4:ete' e a me- spaventato,, -nell'sGiig,' vanjb, illuminato dalla lucè olle vi penetrò, apparve;la ftgnra dì mi soldato austrìaco, giacente 0p- uno strale 0 jggfpiu ifo fJÉrlÉài, M sonno, nlla morte. MitèMò oltre ogni dire, saltatha tèrra, divorai ;a:fee'iipMo la scala, e correndo <la mia Madre gridai : un soldatoun soldà... un morto neila legnaia 1..? . Ma mia SiEaetee, clie retto ben sapeva, e che mai aveva sospettato che io: :a>vrei potuto -scoprire quei nascondiglio, anch'issa quasi fuori di sh W- gridò : .' ii(33 étfio pr-amor del cielo, IJI'UÌ. girai "a te- se p.arMf se (tirai ad anima., vwm citi ohe hai veduto ! Io rispettava o volpo molto bene a mila Madre, che fu una donna di sentimenti molto umili e pii, e nel tempo stesso diguitosà è fiera dei proprio sangue. Ultimo dei suoi dióiasette figli, essa mi amava, mi teneva con sé in sua compagnia di giorno e di notte, ed io, compreso di responsabilità per le sue parole, dentro me stesso religiosamente -conservai quel segreto.
Intanto quella tetra apparizione mi troncò l'abitudine di salire alla legnaia e da questa sugli alti) tetti della aderente Collegiata in cerca degli amati nidi di passeri, o a scatenarvi dalie spioventi grondaie le palle da gioco, che tante volte nella mia furia di piccolo giuo-eatoì'e.di' pallone, vii faceva arrivare : ancora, quando ci penso, sento 'Corrermii ori vidi por quel mio spensierato ardimento: non per nulla