Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1931>   pagina <594>
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594 ;r. Omarmt
di dietro a casa mia stava a due passi lai bella, soleggiata, platèa del Giuoco del pallone-. amò: dèi più rinomati, della Romagna. Bfca un complesso di> rinunzie troppo forti per la mia età e g0 la. irre­quieta mia natura, alle quali un giorno, per quanto titubante, mi ribellai, e cauto e prudente come una colomba strisciando la per­sona lungo il muro della scal mi affacciai trepido alia legnaia-, e con grande mio stupore vidi tutte le cose a posto : 39 buco fatale era stato otturato... e il bianco intonaco intonato a tutto il colore della parete, ne aveva fatto scomparire la benché minima traccia.
Era già passato un anno e più da quel giorno tremendo, ed io-tutto contento di aver ripreso possesso dei miei alti domini -inge­nuamente raccontai a mia Madre la mia nuova scoperta, ce Va Itene , ella mi rispose, ora ci puoi andare t ma ricordati sempre di non raccontare ad anima vvva ciò ohe vedesti . Passò; un altro anno, quando al 34 Marzo del 1858 i principali giornali ippuropa pubblicavano un telegramma ufficiale da Parigi, annuùKipnte à'' mondo che Orsini e Pieri il 13 Marzo erano stati ghigliottinali corne­rei dil parricidio. Eammento ancora bene che si era seduti a pranzo, al quale partecipava pure (e M sovveniÉelsfiecialmente la Jlòmeniea).-il CJan.cotGiovanni, fratello di mia -Madiev <3òW'-sSSM-.Wi miglia, mio fratello maggiore leggeva a tutti? al giornale (del quale non ricordo precisamente il titolo, ma parchi sfòsse Osservatore-Triestino)?, quando a vojge confusa, trepidante lesse l'esecuzione ca­pitale di Felice Orsini. Si capisce che PAustria fosse lieta di far conoscere la fine del suo galeòtto, e nel tempo stesso di far compren­dere che ciò era avvenuto per ordine non suo, ma dell'odiato suo avversario rimipei'lfeéiite- di.l'rancf Napoleone III : cosi :ièjss?iej ne lavava le mani, davanti al mondo, specialmente davanti ai suoi pe­ricolosi sudditi d'Italia. Mia Madre abbassò il capo sulle braccia appoggiate al tavolo, così mio fratelloy così mio Padr.e mio. Zio: fu un momento di strazio; 'domestico ehiu.éò in sé stesso, e che soltanto più avanti mi seppi spiegare in tutta la sua ragionevole-intensità: ma in quel punto a me fanciullo fece però l'impressione-che si trattasse di un parente perduto: non sapevo io forse che mia. Madre, la più angosciata di tutti, e mio Zio portavano lo stesso co­gnome del ghigliottinato di Parigi? Poco dopo mio "padre si alzò, chiuse con le stesse sue mani le imposte delle due finestre, e ordinò che si chiudessero tutte le altre, alte e basse della casa. Era un sacrò lutto domestico doveroso, ma pericoloso, stante la presenza dei Croati giù a giorno della esecuzione della condanna, e già* sospettosi della