Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1931>   pagina <597>
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di Felice Omini seriamente impressionò gli infatuati corifei dol-PApostolo dell'Ideai, doli'altro determinò una- provvida rivoluzione nel pensiero pubblico italiano* circa i mezzi he Cossero più oppor­tuni e più efficaci: per raguugere la sospirata mèta lidia liberar zione, Persino i liberali costituzionali riconobbero che il succèsso non .dipendeva che dalla .risoluzione del dilemma orsininno, ossia dal consenso della. Frauda, o daiUa dissoluzione dell'Austria: ma èon Camillo < 'avour si, jiSéeitìvwino dai rivoluzionarii nel rite­nere, fche il successo, per ciò (die riguardava la Francia, dipendesse più dalla volontà del regnante Ifapoleone II 1. che da una Francia ;repnbbli<ins
'Constatata M fattoi la impossibilità' della propaganda italiana nel seno dell' Austria,, e;Mft calcolato, Felice Orsini, sfnggito dagli artigli dell'AusMia, sii-decise per la conversione della Francia a be­neficio del grande intento. L'ardimento tutto suo proprio, pari a quello tutto semplice, tutto naturale degli eroi snelle leggende, non gli consentì; M [porre in dubbio l'opportuni ti del suo piatì/, do­veva sopprimersi colui rhe. ondo la ferma convinzione di tutti i capi livoiuz-iouari M allora, non solo era stato un fedifrago e il distruttore della Repubblica romana, ma che avrebbe impedito alla Francia di mostrarsi, per lo meno, neutrale nel caso di una nuova generale Rivoluzione italiana. E non errò nel suo giudizio, perchè, senza l'attentato del 14 Sfarzo 1858, Napoleone, ben difficil­mente si sarebbe risolto all'intervento in favore dell'Italia. E' vero che vi fu la cosidetta espiazione dei Bersaglieri del La Marniera fiotto Sebastopoli ma- l'ombra, (5rsinana, come quella di Banco, si piantò davanti il trono napoleonico : ben lo attestano gli scrupoli postumi confessati ad Alessandro: Lazio dall'imperatrice Eugenia
Però bisogna pur credere che colui che osò attentare all'esi­stenza dello allora più potente e più temuto Sovrano d'Europa per provocare in Francia una Repubblica simpatizzante per un'Italia in ribellione contro l'Austria, oltre cliie da tale intento, si sia sen­tito spinto non dalla brama di procuSciife in qualche modo una cla­morosa rivendicazione al suo onore di rivoluzionario di prim'ordinef offeso dai Campanella e compagni, ma da un vicolo puramente obbiettivo della situazione europea* par il quale tornii a nn im­paziente d'indugi, come lui, era assoli riamente, inammissibile < l'Italia potesse altrimenti più sperare di redimersi dall'Austria se non con l'aiuto (11 :nna ìisacia repubblicana Cibe in tale convin­zione l'Orsini sia statò anche confortato da promesse fattegli dai