Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1931>   pagina <599>
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ina se la storia ha lugubri pagine sono aupliuto quelle *5ha le deri­varono dallo scetticismo (20).
IStei easoftrsini l'intervento aTta; ProvyidiJuaa salvò Napo poleone per convertirlo. alla iiusa italiana, felice Orsini per il primo ne fu convinto, poiché all'atto di salire il patìbolo sentì ri-boriate in; sé la dolce speranza della salute della Patria, e pieno di -nuova fecle, a ììapoleone scrisse: ft , BQQwgiwo . Maestà di ren-r <ere alla mìa Patria VvndApenenza >/J Rifatti- il pietoso e giu­nto reclamo fu ascoltateti póicilèj dopo PattenltOi piin tò il timore 41 altil, CJamillo Cavour, nel colloquio di PlombiAres (20 luglio 1858), non taard'Ó più a convincere Napoleone della impellente necessita del­l'intervento della Francia a favore della liberazione d'Italia*severo che poi Napoleone, dopo le vittorie di Montebello, Magenta e Solferino, improvvisamente si fermò al Mincio* ma bastò l'intervento di lui per sollevare tutto il resto d'Italia, e per far si che la liberazione,- come l'Orsini aveva profetizzato, felicemente e fulmineamente quasi per intero si compisse.
V.
EfilQl tìI DÒfO
1. soltanto dieci anni dopo (1866) che, uscito: SM Collegio di BertìSoro e tornato alla casa nateÉn, lo appresi da mìa" Madre il segrego efe famosa legnaia, ossìa cìté quel soldato da me veduto disteso in quel misterioso giaeìlglio altro non èra1 pie .l'abito ti ,pl dato austriaco indossato da Felice: Orsini al1 suo arrivo nell'asilo della
(SO) I nostri rivoluzionari dal '21 in sa furono tutti credenti. Orsini per suo conto lo dichiara nelle sue Memorie e negli ammonimenti lasciati itile sue: due figliuole: a-ùifedele, i<tvÉ9W ìk-suno jjemW'nmirte MIPMfÉo. rtfc' ma 0 Wenftiv P0g ., lercio, si deve respingere; ' ; iTranelai" che- lo v itola fedine érài M, massone un incredulo, ijv; Memorie -Mk p. 508) : ma non bisogna, mk ulape oltre, polche Orsini fu un credente e unib più, come', In; 'generale i suoi (ibètiailci pmpngni di lolla. cmaSI tutti oJÉftvì M quella scuola punbtìea e pri­vata Me logica bolognese, nella quale insegnavano gli allievi diretti dei ra­zionalisti filosofi del secolo XVni, fj 1 anali P. Gosta, su! cui insegnamento, e Influsso .morale e politico anll'antoo dolisi gioventù emiliana e romagnola, vedi H .recènte studio di G. Asjjaaamei OUTABI', La scuola privata, di Paolo Codia in Bologna è te rUiohtatolke. del 1831, In A.tH della B, Deputazione di Storia Patria per te yrovitìcle M mmwm, "Voi. XI/Eft. p, 200 e ss. : così jrare amùm ett M Bajioffna; é ìa rPoQttione del i!83i,j. Imola,
Oaleatl, 1820.
'jg) v Memorie clt., p 561.