Rassegna storica del Risorgimento
FERRARA ; MUSEI
anno
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1915
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pagina
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690
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di Felice Foresti e, in apposito quadro, la sentenza (22 deceni-bre 1821) ohe condannava a pene diverse il Canonici, il Foresti e gli altri Carbonari del Polesine. Dello stesso Foresti il Museo possiede una lettera di data posteriore (30 ottobre 1848) e una di Garibaldi a lui (Boston, 19 settembre 1853).
In altra vetrina è il timbro del Comando della piazza di Ferrara durante la rivoluzione del 1831 e, sparsi nelle varie parti del Museo, sono i ritratti e i ricordi di cittadini ferraresi, tra gli altri di Napoleone Raspi e di Giuseppe Bresciani, che si segnalarono in quel breve periodo rivoluzionario.
Assai più numerosi sono i cimeli, le stampe e i documenti del periodo delle riforme e della prima guerra d'indipendenza. Fazzoletti e stampe allegoriche si riferiscono all'amnistia di Pio IX; altre spiegano ed illustrano il significato simbolico di quadri e figure intitolati : Il Risorgimento . Una medaglia, piuttosto rara, coli'effigi e di Pio IX e Carlo Alberto risale probabilmente alla concessione dello Statuto, alla Lega doganale, ai primi tentativi di unione fra i vari Stati italiani.
Molti stampati si riferiscono al Circolo Nazionale Ferrarese e, tra gli altri, un elenco dei soci fondatori pubblicato in quell'anno e un indirizzo della Direzione ai propri concittadini (14 settembre 1848). Ve il-ritratto dei presidente Gaetano Becchi e quello anche del cardinale Ciacchi, legato della città. Numerosi oggetti appartengono alla Guardia Civica e ai vari corpi dell'esercito pontificio : armi, uniformi, berretti, elmi, sciarpe, spalline, coccarde.
Moltissimi cimeli e documenti, nella maggior parte collocati e raccolti nella sala più piccola, illustrano la storia della Compagnia dei Bersaglieri del Po. In mezzo, nel fondo, domina il busto in marmo del fondatore di quel corpo di volontari, il marchese Tancredi Trotti Estense Mosti, di cui esistono in una vetrina varie fotografie, insieme a quelle di molti dei militi. Notevole il gruppo de' superstiti nel 1906, vestiti della loro vecchia caratteristica divisa, cappello a larghe falde, tunica lunga stretta alla vita e grande croce sul petto.
Varie carte riguardano la formazione del corpo e la sua partecipazione alla prima guerra d'indipendenza, particolarmente ai combattimenti di Vicenza e Cornudaj altri si riferiscono al capitano Tancredi Mosti, al sergente furiere Giorgio Scutellari, al