Rassegna storica del Risorgimento
BERCHET ANGELA ; LOMBARDIA
anno
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1931
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pagina
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618
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i8
Aufli'to Ctftor
si trasporta idi:! Iniente in mezzo ai suoi concittadini, fri. erge ad iuterpetre dei loro sentimenti Sii fa rivivete nelle uè- romanze: <c Matilde - Rimorso e {friulia .
Queste poesìe ohe s'ispiravano alla più riva irealtÀ coutempo-ranea e ne riproducevano con linguaggio semplice, chiaro, palpiti più forti*- te aspirazioni più vive, le ire più acct'be, ebbero larga diffusione. Nonostante la severa vigilanza della polizia, esse penetrarono in Italia, dove venivano letteicon avidità, e ripetute a memoria dagl'italiani anelanti alla liberazione.
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A. lungo andare quell'oppressione grave, assillante continua, aveva finito col piegare gli animi dei lombardi alla rassegnazione. Nell'impossibilità di liberarsi dal giogo cercavano di renderlo meno pesante, col mostrarsi ligi ad ogni decreto imperiale.
I cittadini parevano impegnati in una gara di servilismo nauseante per attirarsi grazie e favori: sii rinnegavano gli amici e si evitava di nominarli ; al Mini arrivavano perfino a rimandare indietro le lettere degli esuli, perchè come buoni sudditi dell'imperatore non volevano avere più relazione con essi. I nobili, essendo più a contatto con la Corte e con gli alti funzionarii dello Stato, venivano più facilmente attirati nell'ambito della politica austriaca, tutta intesa ad eslrpare la mala pianta del liberalismo.
pel gennaio del 1S23 Donna Costanza veniva stimolata dalla sua famiglia a Chiedere grazia all'imperatore. Bercbet riconosce in quelle insinuazioni infamanti le manovre sottili dei nemici, e subito le scrive incoraggiandola a perseverare nella via intraprèsa.
Mi dà pena il sentirla angustiata dalle lettere di sua madre.; ecomprendo tutta à difficoltà, della di lei dichiarazione.
Ma se mi fosse lecito* osserverei che i-consigli ele vengono ;<( M pentimento del passato e di promesse di sommessione per l'av- venire, è impossibile che muovano limpidi) e spontanei dalla di lei famiglia. A. me pai? di ravvisare in essi l'influenza strassol- dica, il rigiro dei nostri nemici, canaglia tutta, qual che ne sia il nome.
a È egli da credersi che coloro che più amano Lei e Peppino, vorrebbero industriarsi d'indurre., entrambi ad un passo che ad entrambi farebbe perdere per sempre la nobile dignità del caràt-