Rassegna storica del Risorgimento

BERCHET ANGELA ; LOMBARDIA
anno <1931>   pagina <629>
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povej-Eugiatii! Òhe colpo! 13 dopo ÌÙS proiMgssj! Clje in* tamia ! (41)],
L'amor di Patria l'induce], Credere un pò* esagerate le notizie Sèìift cattiva morale prevalenite; iiì Lombardia, ma altre Jfette4*e gliela confermano e questa eertezza gli rende meno amaro l'esilio.
Jlon ìip mai intaso di contrastarle la ctttfc opinione en*Ella ha della morale dei nostri concittadini. XJna speranza sola che la pittura fosse esageMi,; Mf:É . mischiarsi in, me all'amore che ho tuttavia, lo confesso, per la mia Patria. Ella per altro si ri-w corderà dei pscorsi làtfi in questo proposito fin da quando Ella non aveva la persuasione onde l'esperienza l'ha favorita. Da tutto questo caviamone nn Iman, 'costrutto e3l naturalissimo. Educati come siamo a idee un po' più elevate -di. quelle che formameli com- plesso dell'esistenza morale in MilaftoV confortati in questa edu- cagione dà ciò che libiamo anche veduto d'nn poco migliore, doh- Marno ravvisare come meno! ferrea quella necessità' che c .trae a ìmyjem. ftra altre genti. Prima ch'Ella scendesse costì, l'idea di u;:9-over viver sempre, ovvero per qualche lungo tempo, fuori d'Ita­ti fc la 'travagliava come spaventosa. Ora dica la verità, lo spa- vento non è più sì grande, non è vero? L'ultima lettera ch'io le scriveva prevenne in gran parte delle idee e- de', sentimenti ch'io trovo spiegati nella di Lei lettera ricevuta ieri. Ho piacere di scorgere tuttavia una tale spontanea iientità di pensieri : essa, e non altro, forma il bello dell'amicizia, la delicata voluttà ili vi- ver sociale. Ór quale sarebbe la nostra vita, quando ci toccasse trascinarla in mezzo a persone che null'avendo di comune con noi ne' pensieri, nelle affezioni, nel modo di sentire, non mai ci la- scerebbero intravedere la possibilità dell'amicizia? E quando in luogo d'amici, dovessimo sempre aggirarci fra una turba di sem- pliei conoscenti; spezie 1 gente ne slrpossono incontrar dà per tutto, ma non da per tutto schivare? iFnior della patria chiunque non garba* lo si può mettere alla porta.! Stella patria no, per quella noiosa catena di riguardi che si legano l'uno col l'altro, e stroz- za.no qualunque moto spontaneo dell'anima. Dico questo con qual- che indegnazione nel vedere che anche i buoni1, per quella infame prudenza che meglio dovrebbe chiamarsi viltà o apatia almeno l'hanno trattenuta dal vedere S V.,-> Oggi l'uno domani l'altro-.
(41) Londra, 20 SeÉtemnire 1825. Busta A, 83, Fasci; NÌU. rò*