Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLEONE I ; MANZI TITO ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA DI PA
anno
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1931
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643
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presentato il 8 upratbasé 1817 al suo sovrano sulle cose; d'Italia ;ajL .uale anzi essa, l'orinò la fMfie esenzM Jgt
Da. quell'epoca- E Sanzi, venne spesso Interpellato sulle più svariate questioni politiche italiane, direttamente .dal Metternìeh,; 0 per il tramite del conte Guìcciardi e più dì tutti ,al Cónte *>, il quale ultimo associava alla CMca .nJue-iale di comandante militare della Lombardia, anche quella di informatore confidenziale del Cancelliere sui vari aspetti degli avvenimenti politici d'Italia.
A questo fine egli ebbe sempre nel Manzi un collaboratore prezioso.
Da ufi pitici esanie dei documenti1, sul Manzi in mio possesso, mi accosto' alil'opiiiione del D-'Aucona e del Ooflese nel.non ,rite? nerlo una spia volgare: le memorie, le relazióni- le l'estere sue MetteiniG'h ed al conte Bubna che ho potuto leggere e che abbracciano Oltre un ([iiinquennio, nulla hanno a che vedere con gli innumerevoli rapporti clny il govermi :usMa>eo riceverà da tanti! prezzolati confidenti di nient'altro preoccupati, nell'esercìzio del loro losco mestiere, che del personale tornaconto : gli scritti del Manzi lasciano invece talvolta traspari.i-. uu intimo disgusto per- la posizione equivoca, anzi antiteticaij jp Cui volle cacciarsi, di cOMìaìente :.de].F Austri a e contemporaneamente di uomo di parte, senza pensare che in tal modo doveva per forza destare la diffidenza tanto di cM "serviva ' denaro,: 'quanto.: d.ei patrioticne egli frequentava. Le informazioni che il Manzi faceva pervenir -al governo austriaco,, sono quelle; idi un uomo superiore, incapace di bassa menzogna e di meschino servii i-emo, il quale pur avendo scelto un- mestiere non troppo dignitoso certoj mai. scientemente tradì gli interessi del luo paese ed i vecchi compagni di fede, esponendosi invece spesso ài rimproveri di Mettermeli per la spregiudicatezza delle sue opinioni, non di rado in contrasto coi fini dell'Austria in Italia.
DI questa indipendenza di pensiero e di atteggiamento dell'acuto pisano, si ha una- prova ne? contegno che egli tenne come protagq nista dell'episodio che qui si espone ; non è anzi azzardato il dire ;èhe alla sua perseverante-f tenace insistenza ed ancor più alla forza persuasiva della sua dialettica avvincente, si deve se il più potente sta*
(7) C/fe " Momolres, documenta et Sfiata tìivetfs lalsaéa par fé priace Metterni* eèe-, CT.feme partié- (OiSifi e 1818) Tome ÌÉCsème, Paris ISSI, psg. 78 seguenti.