Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE I ; MANZI TITO ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA DI PA
anno <1931>   pagina <661>
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Chiedendosi poi il Manzi quale avrebbe potuto essere il morivo di tale mutamento, riconosce che è un mistero difficile a sciogliersi presentemente, ma che si saprà, certo in seguito. una succèssa sua leftera puijfe. al Bubna del 29 dicembre '21, egli conforta le sue {asserzioni circa desistenza dì un te­stamento di Napoleone fin dall'epoca in cui scrisse il memoriale, con quanto gli riferirono il signor O* Mcnil, segretario ed amico della Principessa Paolina, e certo Metili, uomo di fiducia delia famiglia Baciocchi, che, cioè il. testamento -di Napoleone èra nelle inani dell'Imperato -atisiarM1 .-al ajuaJite il primo; .ib aveva indirizzato, che su ciò non esisteva alcun dubbio, giacché tutti 1 mem­bri della famiglia Bonaparte a Roma erano di tale avviso, pur ignorando però le disposizioni in esso iconiieniute. o Schlitter in Die Stellung der Oesterr. Kegierong ecc. op. cufj>'jgg. 3 e 143t osserva che anche se il testamento uf­ficiale venne firmato dìt Napoleone il 15 aprile '21, si sapeva effettivamente fino dal 1819 che esso esisteva. Tali erano almeno le informazioni pervenute al governo austriaco, come scrisse Metternich all'ambasciatore austriaco a Xondra, principe Esterhazy 11 2 ottobre '21, per esporgli il suo punto di vista circa le pratiche da svolgere per accertarsi della sua esistenza e validità': erano queste le prime di quelle vicende concernenti il testamento che, atfcrar verso una complicata schermaglia diplomatica e interessanti problemi di­ritto, dovevano avere il loro .epilogo non solo molti anni dopo la morte del testatore ma anche del figlio suo, e che qui non è duopo ricordare. In quel suo dispaccio il Cancelliere ricordava che gli era stalio promesso di fargli co­noscere le disposizioni contenute nel testamento, ma che la persona che se ne era incaricata si trattenne dal farlo per la tema di compromettersi verso il partito. Ora, appunto un anno prima, è il Manzi che nel suo memoriale avvertiva Metternich dell'esistenza del testamento di cui per suo consiglio avrebbero dovuto essere state fatte varie copie da affidarsi in mani sicure onde Impedire frodi e Inganni. Però da questo dispaccio si dovrebbe arguire che Manzi per quanto concerneva il testamento se Metternich allude a lui non ha potuto mantenere la promessa di informare cioè dofè fossero tanto l'originale quanto le eventuali copie. Metternich cosi, sempre alludendo a quella vecchia informazione, azzarda qualche congettura personale, che cioè i latori del testamento in parola possano essere stati il conte Las Oases e il Dr. 0' Meara: nel primo caso egli ritiene che il testamento possa essere stato- affidato al Principe: Eugenio,; --neli secondo: ho esso sia ancora in Inghil­terra, dove egli erede che lord Hòlland che godette le confidenze di Napo­leone possa realmente conoscere dove esso sia.
Le informazioni del Manzi, che l'esecuzione dell'ultima volontà di Napoleo­ne 'era stata affidata al suocero Francesco I al quale era indirizzato 11 testa­mento, ebbero In quel l'epoca un'altra parziale conferma da parte del com­missario dell' Austria a -S. Elena bar. Sturmer (cfr. Schlitter Die Berichte des K; K. KomnrissairBartih, Freihetrn von Sturmer aus, S. Elena 1816-1818, fri Arch. ffir Oealcrr, Qeshichte LXVII, fase. Ili, pag. 102). Egli scriveva infatti a Metternich in data J ottobre liSlTi che Napoleone gli fece chiedere tv. net cago, cadesse omnia lato ti rtwèBse represso il desiderio di parlargli si