Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLEONE I ; MANZI TITO ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA DI PA
anno
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1931
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pagina
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665
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àoveu ricevere il Manzi. Egli proponeva quindi, a nome della fina Sovrana, che il detto plico gli fosse latto tenere direttamente, dietro rilascio di una ricevuta.
Il Buona aveva reputato opportuno di accogliere questo desi* derio, tanto più che il Manzi! stesso non aveva sollevate obbiezioni. L'indomani stesso cioè il 12 giugno il corriere di gabinetto avrebbe così trovato a Verona i dispacci dei coute SSeipperg con allegate le lettere di Napoleone e di Paolina e in tal modo ogui cosa sarebbe stata ecapiflta a Vienna.
Prosegue il Bubna analizzando le crifàche rivolte al Manzi e contenute neirultimo rapporto ricevuto dal Cancelliere: ammette che il pisano nel suo lungo memoriale è cauto e troppo ambiguo, ma si affretta ad aggiungere che ben diverso si appalesa nei frequenti colloqui che proprio in quei! giorni egli aveva con lui a Mi-jaino. Egli esclude che la circospezione sua sia ispirata da ragioni politiche e da riguardi verso la famiglia Bonaparte ed esportato a credere che derivasse piuttosto da una morbosa paura di pubblicità Ìèl suo nome, come della sua azione. Era riuscito il. Bubna a conoscere il nome del famoso viaggiatore tanto spesso ricordato nel memoriale Manzi, cioè certo Bery, nome posticcio, secondo il Manzi, assunto dal Dr. O'Meara (20). A costui, per il Contegno libero ed indipendente assunto rientrando in Europa ed il rifiuto qualora si fosse imposto un impenetrabile silenzio su S. Elena di vantaggiose offerte del governo inglese, era stata negata la pensióne che gli spettava dopo 20 anni di ininterrotto servizio quale medico di marina. Lord Holland si era generosamente assunto il suo sostentamento e la stessa famiglia Bonaparte aveva promesso e tale promessa non era stata mantenuta in allora di! passare al fido medico irlandese il corrispettivo della perduta pensione.
Accenna poi il Bubna ad. una, richiesta che il sedicente Bery e per conto di lord Holland, avrebbe fatta al Manzi circa certe carte riflettenti l'ammiraglio inglese Sidney Sminili quando comandava nel Mediterraneo e che si riferivano ad un incarico che costui a-vrebbe dato a un prezzolato sicario di uccidere Murat. Dette carte* dovevano essere in possesso del Manzi, che a quel tempo dirigeva
(20) Quel dottore, Irlandeae di nascita, si chiamava Barry Edward O' Meara e può darai che per la nolMletà- di cui godeva dopo il suo ritorno da Blenft, abhìa preferito adottate talora la parte meno nota del suo cognome.