Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE I ; MANZI TITO ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA DI PA
anno <1931>   pagina <668>
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668 PiAo Fedro W
Fin qui il De Jffottgg;-ig base a quanto gli narrò il Manzi
:ftp-Tiin.t(- però della lettera-idi Bubna a Metterne delj/ÉL Giugno, come pure dal fatto che nell'Archivio di Stato ci Parma (23) non esistono documenti che rammentino questo episodio, c'è da dubitare sulla personale consegna di Manzi della lettera in parola. Bubna infatti nella sng/ ultima lettera a Métternich qui saprà; ri­cordata, narra di aver ricevuto il 17 giugno uiio scrìtto di eip-perg colla propostalo!! sostituire alla diretta consegna, il recapito del plico prezioso dietro rilascio di regolare ricevuta, proposta che Bubna col beneplacito dello stesso Manzi accettò. In quella lettera gì scritta l'H giugno il generale ha pure rilevato che il corriere di Vienna ancora l'indomani, cioè il 12 avrebbe preso la corrispon­denza del conte Neipperg per Mettermeli, aggiungendo testualmeiì* te : <c noi siamo cosi in possesso di questa interessante piece .
Ciò dovrebbe significare, come appare dagli altri brani della ìiPea di Bubna, che il Manzi trovandosi allora a Milano, sarebbe stato appunto dal suo mentore che aveva un grande ascendente su di lui persuaso a rinunciare al viaggio e a consegnare subito la lettera preziosa a lui, contrariamente a quanto scrive il De Pot­ter, trasmettendola poi subito a Parma con istruzioni al jffeipperg. Quest'ultimo avrebbe rilasciato al generale una ricevuta per il Manzi, inviando inv;è)2e il plico al corriere della concelleria aulica di Vienna. Questa è, se non erriamo, la versione del prezioso plico secondo il tenore del documento qui ricordato.
Nello stesso scritto Bubna rammenta pure le preoccupazioni di Manzi per un possibile confronto fra Onorato Vidal arrestato per aver voluto recapitare una lettera alla Duchessa di Parma è lui del tutto impunito, per quanto abbia assolto un incarico forse ancora più compromettente ; egli paventa si possano da tale confronto facilmente scoprire i suoi rapporti colle autorità austria­che. Per scongiurare tale eventualità deve pure attribuirsi, secondo Buona, l'altra proposta del Manzi di fingere di non aver potuto eseguire tale incarico, restituendo alla famiglia Bonaparte la let­tera, previo un accurato esame del suo contenuto. Questa meschina proposta poliziesca, ispirata dal timore morboso che si potesse so­spettare essere egli riescito lu questa faccenda per inconfessabili servizi prestati alla polizia austriaca, non doveva effettuarsi.
(28) La direzione di quell'Archivio di Stato lui comprato gentilmente die­tro min rit-utesLa le ricerche del easoj ohe furono appunto negative.