Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE I ; MANZI TITO ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA DI PA
anno <1931>   pagina <669>
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Come era da prevedere. In lettere consegnate alla Duchessa di Parma pervennero poi al Cancelliere; del loro arrivo egli diede ao-tiaàa al conte Buona, col suo dispaccio del 1 agosto. Narra in esso che al suo ritorno a Vienna dal suo viaggio in Boemia, si era aceox'-dato col conte Stadìon sul modo migliore di sistemare il pagamento dello stipendio di Tito Manzi, in modo e]ie la sua nomina fosse però pubblicata solo quando le -circostante lo avessero permesso:; poi continua <
ife saisis eette occasion ite v<>u ai(prencire que les fettres de Home et de St Hélène, que M. Manzi avait fàit parvcnir a. M. rArcblduchesse, ont été mises sotis les yeux de lEnipereur (24). Le peu de préeautlOBS;, qu'on a mis à les ouvrlr est cause qu'elles ne neuvent plus étre réferméss de manière qu' on ne a' aperorce 'pas qu* ej]5 ayent été ouvértes. L'idée de Manzi de-vient p:u* Ih inèxéeutable et il t'aut tuaintenant qu'il s'en tienne au recn qui lui a été delivré.
(24) Ritenendo che di queste lettere il principe di Mettendoli abbia or­dinato una copia per allegarla agli altri documenti, tentai ricerche nell'Ar­chivio di Vienna e in quello della famiglia dei principi di Mettermeli a Plass in Cecoslovacchia, ma esse riuscirono Infruttuose.
n dr. O' Meara nel II voi., pag. 169 delle interessanti sue memorie già citate, accenna agli incarichi che ebbe da Napoleone prima della sua parten­za, e racconta che all'atto del commiato ebbe da luì il seguente scritto dettato a Bertrand : Jè prie mes parents et amis de eroire tout ce qiue le Dr. .*' Meara leur dira rélativement h la position où je me trouve et aux sentiments cue je conserve; Questo breve scritto venne-da lui firmato aggiungendovi di suo pugno : S'il voit ma bornie Louise, je la prie de permettre q'il lui baise in main, gli disse poi Che quelle poche parole en disaient plus pour mol à l'Imperatrice, que des pages in quarto entières.... . Ora ammettendo in base alle confessioni di Mansi abbastanza esplicite, che l'informatore suo sia stato il Dr. O* Meara non solo, ma anche il latore della lettera per Maria Suisa, e che egli nelle sue memorie scritte con indipendènza di pensiero e per in­teressare il mondo civile alla sorte del prigioniero nulla abbia trascurato di narrare di quanto egli fu spettatore durante i suoi tre anni di esilio, è da ritenersi probabile che egli non abbia con sé portato in Europa che lo scritto dettato da Napoleone a Bertrand e le poche parole aggiunte di suo pugno per Maria Luisa. Ora dal fatto che nelln corrispondenza di Mettermeli non si fa alcun cenno del contenuto di questo scritto pervenuto a Vienna, si do­vrebbe arguire che; fu- trovato di scarsa importanza politica, come lo è certo li feseve scritto dettato a Bertrand e le parole di carattere affettivo e intimo aggiunte da Napoleone per la moglie e che egli si illudeva fossero altamente apprezzate da quella Immemore e indifferente consorte. Forse la lettera di Paolina unita a quella del grande fratello sarà stata più lunga e cireostan-siata, basata sulle informazioni orali avute dallo stesso dottore irlandese, ma avrà anch'essa ben poco Interessato rimperatpre e ti suo Cancelliere, perchè le decisioni di Aqntegrana che determinarono razione della Santa Alleanza verso Napoleone, erano appunto quelle volute dal governo austriaco.