Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE I ; MANZI TITO ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA DI PA
anno <1931>   pagina <670>
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Pietro Plinti li
Metterti téli scarta dunque la proposta di Manzi della restituzio­ne deL plico ai .conimi Iteriti, pur non esclude rido a, priori la bontà dell'espi'ilin.t* per il fatto che ncH'aprirlo. non si ebbe troppa euraT e quindi nel richiuderlo poi palese sarebbe risaltata la manomis­sione;
Gravi esenti maturavano intanto nel Napoletano e ad essi erano rivolti gli sguardi della diplomazia austriaca. Metternich cercò di trarre partito, in quei frangenti, della conoscenzài che Manzi aveva delle CCse M quel Regno, come appare dal suo dispaccio a Buona del 31 agosto. Si meraviglia in esso della suscettibilità soverchia del pi­sano per la differita pubblicazione della sua nomina, ritardo niente affatto intenzionale, ma unicamente determinato da un riguardo verso di lui, giacché una eventuale Coincidenza fra la nomina e la consegna della lettera a Maria Luisa, avrebbe infallibilmente destato il sospetto che ta impiego fosse una ricompensa per l'azione che in tale circostanza vi aveva svolta.
Niel carteggio che nell'autunno del '20 continua nutrito fra Metter-nich da un lato, Bulina, Fiquelmont e Manzi dalPaltro, sono sempre in primo piano gli affari di Napoli, le prestazioni di Manzi in quel paese, le pratiche per la sua nomina a consigliere di governo; solo incidentalmente "fèngono ancora ricordati l'episodio della consegna della lettera e le periodiche notizie che a lui pervenivano da
S. Elena.
Così nel rapporto del p settembre Buona chiede a Metternich quali istruzioni egli debba dare a Manzi circa l'uso della ricevuta rilasciatagli dalla Duchessa di Parma, osservando che l'amico in­glese di Manzi attendeva con impazienza notizie sulla consegna della lettera (25) e la famiglia Bonaparte potrebbe pure chiedergliene conto.
Manzi sempre bene informato dal suo corrispondente inglese sugli avvenimenti di S. Elena li riferiva poi per il tramite del generale Bubna a Vienna, trascrivendo di solito brani interi di questa corrispondenza spesso in lingua inglese, come gli perveniva. Dalla lettera del 18 si apprende così che Napoleone (indicato come Our friend ), non è più troppo sofferente, e che le persone assieme a Ini recluse,, sono abbandonate sempre più dal mondo civile, che
(25) Sull'incarico assuntosi da Manzi di rimettere la lettera a Maria Luisa.