Rassegna storica del Risorgimento

REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1931>   pagina <679>
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I/Àmmiraglio inglese e lo; Rtaitegà ìaugtriaco dettero il loro con­senso e lasciarono al Bé ìftmoré di capeggiarti nominalmente la grande spedizione punitiva. Il Be esagerò la confusione, il disordine, il malgoverno dei francesi. Durò poco. "Pasquino -clisse di lui, con tragicomico accento cesariano:
in pochissimi M venne, vide, ftilggì. E' di questo periodo la celeberrima martoriata, applicata poi un po' a tiitth
ohe tempo faf Tempo d'Alatri! Il più Slustre dei a Consoli , Ennio Quirino "Séonti, seguì la Francia in ritirata a 3?àrigi ; il grande archeologo dimenticò la pa­tria e rimase perfettamente indifferente (era della scuola olimpica dei Winckelmann e dei Goethe !) al suo sfacelo artistico e morale. !La bandiera nera-bianco-rosso della Repubblica Bomana fu am­mainata: tricolore che non fu mai rimpianto.
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Seguiamo dunque queste vicende come si presentano nella rac­colta caffarelliana la quale, ripeto, non può offrirci) alcun nuovo indice od episodio, ma solo un quadro d'insieme accuratamente do­cumentato, della permanenza dei francesi a Boma.
Ma, prima, ricordiamo il loro drammatico approssimarsi.
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fi 9 di febbraio 1798 un editto a firma, del Segretario di Stato, cardinale Giuseppe Boria Panfili, era stato affisso alle porte della Curia Innocenziana, a Campo dei Fiori e nei soliti luoghi . come soleva scrivere il cursore apostolico incaricato dil bandirlo.
Col nemico alle porte quell'editto (Aroh. Stato, Bandi. Voi. 137) ha un incancellabile senso di commozione. Bomani, saggi e vir­tuosi romani, è il vostro amatissimo Sovrano e Padre, che per no­stro mezzo vi parla... Quale insolito stile! Egli vi fa sapere che è prevenuto dell'avvicinamento dell'Armata Francese alla volta di questa Capitale, ed è assicurato che la stessa non viene ostilmente contro di voi ... --Ohe poteva dire il povi'p. Sovrano? Egli resta al suo posto, a garanzia della comune sicurezza : animato dal più tenero affetto pe* voi, non vi abbandona .