Rassegna storica del Risorgimento

REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1931>   pagina <680>
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Àrmmdo Lotlolim
Poi, come si snoie -Uta. sturili!!! frangenti* vengono rammentati doveri verso l'esercito di oecupaaiofftìy In modo che non si dtfo ppv?- J sto a menomate Paniieiaua ehe il j?bn:tellee vuol conservare pr fei Repubblica iMceses JK da tale contegno dipende prineipalmenti la vostra quiete, la f0jta?a sicurezza , Il PóMMee infida sopratutto nelIttaeeamento dei Romani alla a j14 fbrSe3 gii: non m'ìnga* no, la pi-irna volta in cui in un documentò ulficjl>' eÉS- proiniifc-ciata la parola patria in luogo di Urbe, o di Statj 0 magari d'Italia (nome frequentissimo nei documenti ufficiali), Fa appèllo.,. infine, alle leggi dell'ospitalità, argomento invero > politica­mente assai debole e clic Mai orza con una minacciti, f /dlsWuJafórJ della pubblica quiete saranno considerati rei ;Sto (e plutei con la pena di morte. Naturalmente sono vietate le MmbrìeGok il tener discorsi sugli affari correnti . LMiitto finisce con un'esor­tazione pte*iaj S< il esortiamo: ifépnente a riposare sull'impegno e vero amore dell'ottimo Sovrano
Il quale, all'apparire dei Gallia ilonte Mario, dovette conse­gnare il Castel, gì .Angelo (simbolo e "baluardo del dominio effettivo sull'Urbe- in tre OHI . con un po' più di respiro, bontà loro, m centomila scudi, tremila cavalli e trenta milioni di provviste. Per mantenere all'incontro un carattere di cordialità-,, si dice eli e Pio VI abbia inviato venti bottiglie -di vino prelibato al generale barbare­sco (Brigante CofeWj, ..e* Roma Napoleonica ;..iren-ze. Le Mounier* 1929, p. 129).
La longanimità di Pio VI e dei suol consiglieri non giovò,: com'è noto, e il primo atto della caduta del Potere Temporale fu recitato sulle rive del sacro Tevere.
Ed ecco, allora, il proclama del. generale Alessandro Berféhìèr del 27 piovoso, anno VI, ossia del 15 febbraio 1798, p* 3 della rac­colta Cantarelli). Era il primo giorno della libertà; proclamata nel Foro anime Boario e ratificata sul Campidoglio da una specie di plebiscito cittadino, molto magnificato, maè realtà as­sai modesto. Il Bertkier, in nome della Repubblica Francese una e indivisibile, accettò il plebiscito e riconobbe che il popolo sovrano s'era attribuito il governo bell'antica Roma ed aveva ricostituito l'antica Repubblica Romana.
Ciò non ostante sentì il bisogno di dichiarale che l'Esercito Francese prendeva sotto la sua tutela quella po' po' di repubblica! Seguì il riconoscimento del governo, provvisorio propostogli dal popolo sovrano. e la (Vudmvmom di decadenft di* ogni altra