Rassegna storica del Risorgimento

REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1931>   pagina <682>
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68a Affinando LodoUni
febbraio, dòo. i8) del Berthier* medesimo che- dichiara responsabili ì piéti eli! qualunque commozione popolare accadesse in Traste­vere to. Il generale in capite (così :è Sèmpre tradotto gènérM m chef degli oltraggiosi proclami bilingui) confermava che la Religione e le Oliiese saran rispettate, ma il prete o frate che s'impaccierà di tutt'altro... sarà giudicato secondo le leggi militari .
Amministrala vamente: e socialmente il problema più serio era-quello della carta moneta, assai svalutata. Naturalmente Berthier (16 febbraio, doc. 9) ne da la colpa al Governo Pontifìcio la iCarta era stata profusamente emessa da nn governo rapace (spolia-teur) ; unico rimedio la vendita dei beni ecclesiastici che avrebbe permesso, in due mesi, di abolire la carta monetata e di migliorare le basse leghe in circolazione.
Sta di fatto, invece, che nell'ultimo decennio, il Governo Pon­tificio aveva fatto nobilissimi tentativi per risanare il regime mo­netario. H cardinale camerlengo quel Carlo Rezzonieo che era ministro delle finanze dai tempi del Papa zio, e che Pio VI aveva conf ermato (e il Braschi se. ne intendeva) ci ha lasciato prove si-curf .di tali tentativi.
Con suo editto del 24 dicembre 1786 {Ardi. Stato, Bandì. Yol. 125), egli riconobbe una vecchia legge monetaria: allor­quando siasi sbilanciata la proporzione dando al primo più nobil metallo una valutazione minore del giusto, è sempre accaduto che le monete composte di quello si sono fatte, per mercantile specula­zione, trasmigrare colà dove, ;èsiggevano ed ottenevano un prezzo ed una valutazione maggiore
Il metallo aureo, come tutte le merci, è soggetto secondo lui a variar di valore : provida cura del Savio Principe sì è quella di osservare tali variazioni per dichiararle al Popolo in tempo opportuno j>i
Il Camerlengo accennò quindi a suoi editti precedenti emanati in base ad ordini di) Pio VI che s'era accorto che le monete ponti­ficie erano inferiori al valore dichiarato e che il computo dello zec­chino e della doppia era incomodo T e concesse tempo fino al marzo 1787 per cambiare le monete d'oro calanti, con altre di giu­sto peso; dopo di che sarebbero : state considerate come sola pasta senza calcolare il Valore estrinseco; e 2p regalia.
Dalle tabelle annesse afflitto, risulta che le principali mo-liete d'oro in corso nello Stato èrano: zecchini romani e bolognesi, coniati da Clemente XTT ! in py valevoli scudi 2,15 ; doppia nuova