Rassegna storica del Risorgimento

REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1931>   pagina <689>
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ta; Benedetto Bovi jaéirtitoré; Bernardo Rutti, ituùtojto ed ex sol­dato del Papa; Gv B. Koza, veneziano (arrestato perchè armato di seibola:-! Francesco Basimi, fruttarolo alla Rotonda; Raimondo teacÉanii, vascellaro; Camillo Bonam, garzone d'albergo; Carlo Poggi, fonditore estì tre:. JJei dì discorsi sediziosi); Vincenzo Corsi, pettinatore di lana,;; Antonio Doliva molinaro di Trastevere, veneziano; Giovanni Fabi falegname (questi tre: erano armati); Francesco Paolueei, fornaro; Giovanni Bianconi, mercante di pe-M (questi due: erano in una stanza dalla cui finestra s'era *po~ ragtè' i8à. frances1.
Aver sventato il colpo parve un grande successo per Pannata d'Itaìiay a cui capo, Berthier, il Direttorio di Parigi decretò il ti­tolo di a liberatore del Campidoglio (doe. 38).
Studiare fin dove questa gente diceva sul serio, sarebbe un pre­zioso contributo a quella psicologia dei governi cu è la chiave di' volta della scienza diplomatica.
Agli osanna ufficiali, si unì anche qualche sonante buccina gia­cobina: per esempio quella del cittadino Agretti che pubblicò un proclama ai popolo (doe. ài) ; lo stesso Giambattista Agretti che, sempre nel 1798, diffuse un opuscolo apologetico in Perugia (Tip. Costantini, Perugia;: léonservato nelFJfcroft. di Maio..; . 906 della Misceli, politica). Nessuno, però, raggiunse la melensaggilne del Consolato (doc. 43) che, dopo' un bolso inno alia marcia tran­quilla della nostra prodigiosa rivoluzione ci racconta che il 25 febbraio i soldati franco-romani dispersero l'empietà.f<gome3i vento la nebbia! Franco-romani', purtroppo, perchè la Guardia Civica s'era portata molto is.ène'iWòé.- i- pure il servizio diligente di questo corpo nel fondo Guardia .Civica dell'Areh. di Stato di Boma, B. 1-3).
Tutto 'Quanto DVevi poi ìisólveisi in nuovi rigori contro il Clero che fu sottoposto a speciali Commissari rionali, presso i quali ciascuno avrebbe dovuto dichiarare il perchè della sua presenza a Roma (doe. éT); ed in tuia nuova requisizione di armi in Traste­vere da consegnarsi 111] ontoso ai coirpi di guardia situala ai ponti, pena l'incendio del quartiere è la deportazione di tutti gli abi­tanti (doo. 50). Evidentemente il buon generale Vi al esagerava.
L'ordine fu, all'ingrosso, ristabilito. Ma il martirologio nazio­nale si abbellì di qualche altro nome* pescato afle Commissioni militari! nelle -ifelSiftfe- serpeggianti qua e là. Ed ecco Paolo di Cola, bel nome romano di un garzone di stalla di Torre (Paludi Pontine),