Rassegna storica del Risorgimento

1844 ; DAVID UGO ; ROMA ; STATO PONTIFICIO
anno <1932>   pagina <75>
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amava tale compagnia per il figlio, mutò alloggio. E da allora vide iliSucci solo qualche volta al caffè. Ma tra il marzo)'.e 1* aprite del 1843 il Succi, che abitava ora in Piazza del Collega domano, si offri di dargli lezioni di scherma, e*B OBH onta e nna pajjaàj.in­cordava il David mi andava dicendo che cosa io ne pensava dell'Ita, li'a nel senso della riunioni di essa, ed io rispondeva: le eg fetta Itali* fosse nazione (ie)i sarebbe una buona: cosa, ma cifòe sembrava impossibile potesse succedere un avvenimento simile . contraria­mente all'amico, che sembrava icshe accogliesse delle speranze . Poco prima di lasciare Roma, verso la fine di maggio, il Succi, gl'i aveva fatrfco- 'conoscere il giovane Sozzi im buon amico , cioè uno del quale non Cela da diffidare nel discorrere di cose politiche. E nelle loro conversazioni. mentre da essi si parlava soltanto del desiderio quale nodrivano della rionione (sic) dell'Italia preten­deva il David di essere stato quasi (gontradicente nel vederne la somma difficoltà . Dopo il viaggio a Cagli e in Toscana senza il. minimo avvenimento per riguardo a còse politiche , tornato a Ro­ma ai primi dii dicembre per gli studi, s'imbattè, all'inizio del gen­naio nel Sozzi al Corso (al Caffè Nuovo gli avevamo detto che il Succi era partito) e lo richiese di nuove politiche. Ili rispose che esso non era ben addentro ma che uà suo amico, senza allora nominarmelo ne era informato:-, e gli' offrì di farglielo incontrare la sera dopo a Piazzetta Borghese. E all'una della notte seguente Sozzi presentò infatti il David ( questi è; amico di un mio amico, ed essendo Romagnolo desidera Et spere qualche cosa qui dil Rom­ina ) ai Montecchi (che il cancelliere ÌEIcchiorri si ostinerà a scrive­re Motteeehi), il Ma-Mia della lettera contestata Ha .sia perchè non amasse esternare sia perchè non appartenendo io ad al­cuna società segreta non potetti dargli alcun analogo segnale, il Montecchi si tenne molto sulle generali, limitandosi ad asserire et che fu Roma vi era del buono e che vi era luogo a sperare, che si sarebbe veduto quello che si poteva fare .e che Roma non era M diefc (sic) alle altre Città .
L'accoglienza del Montecchi era parsa al David freddissima, e il ravennate non si sarebbe forse più indotto a incontrarsi col pri­mo, se non gli fosse giunta da Firenze, otto o dieci' giorni dopo, una lettera del Maccoli ni che; aveva lasciato Bologna per ttònore di guai politisi, nella quale, dopo avergli commesso di acquistare i due li­bretti d'opera del quali' aveva già parlato nel primo esame, gli sug­geriva f avendo esso apflfu essere io un buon giovane ) di fare