Rassegna storica del Risorgimento

PARMA ; MOTI 1831 ; MOTI 1848
anno <1932>   pagina <85>
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La Qonpirasiom romana del WJ/J nel riveli di Ugo David 85
mere ohe le eoa- pigliano sempre maggior consistenza con la rea­zione v.
Interessane per il endice wono alcune minori indicazioni su personaggi dei quali prima non aveva parlato, o, ignorandone ij eri nomi, aveva negato la conoscenza. Da Francesco Zannoni, detto Mezzalana, persona miserabile di cui si valeva per farsi pulire gli stivali, ma che era nella Lega come un volante, aveva saputo di un cocchiere Federico (il Gentili) molto influente nel Rione Monti e conoscitore di! un avvocato forlivese di cui ignorava il nome (ma era il Bai ducei). Zannoni conosceva pure l'Invernizzi, anch'esso in­fluente nel basso ceto, e tale Buggero chiamandolo Capitano, mi pare dicesse Napolitano del quale gli aveva taciuto il nome, ma non che aveva del giro . e : che dubitavasi fosse una spia , come si sospettava da quando, chiamato in polizia, Buggero aveva detto di averla rimediata , salvandosi dall'esilio o dall'arresto per mezzo di Piombino, ritenuto per capo spia. Nel prode Buggero non abbiamo difficoltà a riconoscere Colonnello.
Circa Alberico Spada rammentava di averlo veduto qualche volta col Montecchi e sapeva che era in relazione con Zannoni e Invernizziì Ma egli aveva avuto sempre dei riguardi a parlare con lo Spada delle proprie relazioni politiche e mi riserbavo a cose più mature di esternarmi se le cose realmente fossero giunte a ma­turità . Forse possiamo credergli quando dice di sé io non met­tevo alcun fanatismo ; il David non appare infatti della tempra di un Montecchi o di un Galletti. Entrato con incoscienza nel movi­mento, sii era lasciato trascinale, partecipando senza fede e senza energia alla organizzazoine settaria. Anzi, raccontava ora, essendo noto che egli se la faceva con un sacerdote Lenti di Fossonibrone fratello di quel Monsignore che sta presso il Baron Grazioli , co­nosciuto alla Trattoria dei Tre Ladroni col tenente dei Bersaglieri Perottil e con un amico dii costui, Verdi, il Montecchi ebbe a dirgli Ohe facciamo? Volendo intendere che andavo coi Preti m E allora, per prudenza, Ugo David tralasciò la compagnia del sacerdote..... Dal David abbiamo una curiosa riprova della non buona fama di cui godeva Boma nel campo liberale. Infatti, tornando egli alla capitale, a Foligno s'era incontrato con un dragone bolognese, già da lui conosciuto in casa Succi, dal quale fu presentato a un inco­gnito di passaggio con la rituale frase questi è un amico , cioè un liberale, e l'incognito si. era sfogato a dirgli che Roma era una città catftea, e die i suoi amici; in parte erano stati), earcerati, e