Rassegna storica del Risorgimento
SOCIET? SEGRETE ; GERMANIA
anno
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1932
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pagina
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101
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Le Società segrete gernmniehe tm
condizione eli avere una costituzione sua, sema più pensare a soin-ìftpsse ed a rivoluzioni. La società trovò la sua fine a Norimberga il 12 ottobre 1822. Boberto Wesselhfift propose ed appoggiò l'idea dello scioglimento addacendone eoine ragioni: l'inesistenza del Mftn-nerbund e quindi la mancanza di direzione, il numero esiguo e la gioventù dei membri, il pericolo di tradimento, le manchevolezze delle leggi. Lo scioglimento veramente non fu accettato da tutti e la società avrebbe dovuto continuare a vivere ma alla prossima riunione, che doveva aver luogo a Kassel il 12 ottobre 1823, nessuno comparve. Rimasero si in alcune città dei gruppi staccali, ma con carattere diverso, perchè erano strette riunioni, senza nessun rapporto col di fuori.
OMfssahO H. SGUARDO ALLE SOCIETÀ' SEGRETE LOMBARDE OTia821.
Diamo ora un rapido sguardo alle condizioni della Lombardia nell'epoca immediatamente precedente al moto del 1821, ed alle società segrete che ivi particolarmente operarono e che ebbero punti di somiglianza e relazioni con le società tedesche. Il malcontento verso l'Austria era generale. Del malumore della nobiltà si occupò il Wit (17), il quale ne trovò le ragioni non nell'insofferenza al dominio straniero, dato che i nobili avevano ben sopportato quello francese, non nell'amministrazione, perchè essa si era mantenuta quasi identica a quella dei francesi, non nelle misure arbitorie -del governo, ma piuttosto in due ?9K fatti : nella mancanza di una corte, nella quale fosse possibile apparire e brillare, e nell'ostinazione priva di tatto,, con la quale l'Austria voleva far intendere ai lombardi che ormai ogni libertà per loro era caduta, che essi non costituivano pili una nazione indipendente, perchè ogni decisione doveva partire da Vienna.
L'elemento colto, intellettuale della popolazione non poteva poi che essere contrario all'Austria, perchè l'imperatore Francesco I faceva di tutto per abbassare il livello di cultura delle sue popolazioni italiane, sostenendo, com'è noto, che egli non desiderava degli intellettuali, ma dei buoni ed affezionati sudditi.
Lai massa del popolo era poco favorita dal nuovo governo nel suo
(17) Wnt, Mémoires teoreta titr l'état de Ut revolution, n l'ièmant, etc. Le neoiété morate* de Franets et d'iddln, seguito parte II, p.ag> 5.