Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; OSIMO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1932
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pagina
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121
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ZÌI? Sorìcìù w-yt'M(L f/(r*tiM>ncIit' ist
''scuse mossegli e basate sulleafirmazioui. di litri imputali; (e spc-dajmenfce dè!LT amie . B. davaUM) risultò che egli era sfoiiro tì ptómo a portale alt tale berretto nel novembre del 1820, che Pft-veva comperato in Germania, pejpebè era costume degli studenti di quel paese portiate im simile berretto ; e che dietro il suo esèmpio Fa-vèvao adottato: tthe gli) altri : quel bonnet aveva poi un significato speciale 'jjoleiiè la gala che lo gucrnìva era un segno distìnti-Vo : nel caso che succedesse una rivoluzione quelli che portavano un tale segnale dovevano presentarsi fra i primi a far fuoco.
Alti, et udenti! tedeschi vennero in Italia o perlomeno ebbero l'intenzióne divenire, perchè alcuni furono informati del cattivo esito dei nostri moM'prima di vareare il confine con la precisa intenzione di favorire il moto piemontese e col desiderio di osservare da vicino le condMoni dell'Italia e l'organizzazione delle sue società segrete.
Abbiamo giù, accennato come uri*altra ragione che spingeva in Italia i tedeschi era la speranza di appoggi1 finanziari : possiamo no tare che se gli italiani erano in grado già nel 1818 o 1810 di! aiutare con denaro i compagni di sventura d'oltre confine, tanto pia lo dovevano essere dopo la formazione della Federazione. Le casse di questa società, sia attraverso la quota annuale che ciascun membro doveva versare, sia per le cospicue somme messe a disposizione dei capi, erano indubbiamente ben fornite. Nei costituti dei processi degli anni 1821~'24 gli imputati" ripeterono spesso di avere trascorse giornate intiere a Vigevano o in altri luoghi del Piemonte spesati di tutto. Ohi provvedeva al loro mantenimento se non la Federazione? Vediamo anche l'affermazione di un magistrato giansenista torinese, appartenente al partito dell'ordine. Il Gallarresi (57), ci fa conoscere alcune lettere inviate dal conte Giovambattista Somis di' Chiavrie. da Torino, al figlio Ignazio, residente a Ohamberv, per informarlo di quanto succedeva nella capitale piemontese: in unti lettera dei 19 marzo 1821 (58) leggiamo : Da tutti sì afferma che sono qui deputati milanesi con incredibili somme dì dena.ro . Dunque è tnt-t'altro che da escludere l'ipotesi che i tedeschi sperassero dagli italiani ben più che il solo appoggio morale ed una guida nell'organifc-zazione deHe'secieia. segrete.
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