Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; OSIMO ; STATO PONTIFICIO
anno <1932>   pagina <123>
immagine non disponibile

he iSotìfefri: Beffiate fitomantolie izs
di Weimar, fcpertìlìè questi) Teutoni vennero proprio a tikm e di Ile cosa possono occuparsi nell'attuale' stato di cose Mi uomini ed un Prati ed in generale la loggia dì Coirà? Senza dubbio essi si sfor­zeranno dì propagare il loipi ;feleuo ntóiJ rigionils ma purtroppo si può supporre anche che le loro mire siano diretlè alfe. viielM jffOvin> eie austriache di!. Vorai-liierg e della Lombarda .
L'anione degl'ii'esi in Isvizzera era comunicata alile corti meno dai rapporti dei loro regolari inviati che da quelli dei segreti spioni o agentiy i quali erano animati dal piò grande zelo e passavano la maggior parte della giornata insieme con gli esuli per scoprire i loro segreti, e poi tradir li* Aiustria mantenne tali spioni già. dal 1817 specialmente nel cantone dei Grigioni.
In seguito al rapporto summenzionato e ad altri due che lo Har-denbergj cancelliere di stato prussiano* mostrava di aver rielvuto dal Fauche-Borel, spione prussiano in Isvizzer .nominato nel giu­gno del 1821 Q-éttèralkonsttl , egli ed il principe di Metterniefo sta­bilirono alPll novembre 1820 di muovere un primo passo contro i fuggiaschi! in Isvizzera e mandarono degli ordini ai loro ambasciatori. In obbedienza a questi lo Schraut e PArmin (Oberzensorea in Isviz­zera) si recarono a Lucerna presentando alPAmtschultbeiss Rutti* mann le due lettere confidenziali e molto simili del Mettermela e del­lo Hardenberg, nelle quali veniva espresso il desiderio che il governo svizzero provvedesse ad impedire questi movimenti demagogici. La risposta ai due principi! diceva che la Svizzera non era mai stata tanto tranquilla e soddisfatta, che in ogni modo però il capoluogo aveva ordinato al governo del cantone dei Grigioni di organizzare una precisa indagine, ed aveva espresso anche agli altri cantoni la necessità di sorvegliare gli stranieri. La Svizzera pertanto non si op­poneva alle potenze, ma faceva di tutto per non rinunciare al suo di­ritto di asilo. L'indagine condotta a Ooiìra volle dimostrare con quanta leggerezza gli informatori segreti ed, appoggiandosi ai loro rapporti, i due ministri avessero agito. Le ricerche fatre diehiàra-vauo i cospiratori-, indicati come sospetti dai* ministri, individui as­solutamente innocui. Anche queste notizie però non erano comple­tamente vere*. In generale bisogna andare molto cauti nel leggere i documenti che trattano di questi avvenimenti iu Isvizzera: poiché, se da parte delle potenze si può notare spesso una tendenza ad esa­gerare le cose,.'a trovare dappertutto legami e fila misteriose, da par­te della Svizzera/invece domina il desiderio di svinatele ricerche del­la polizia.