Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno <1932>   pagina <153>
immagine non disponibile

hvtimfkm- affilarne atta difesa UÀ 'Vicefa 'M Jtomu *53
Piiuodan realista francese che si batteva pefe 1 troni (e che per il trono pontificio morirà* combattendo a Castel fi dardo), e-gli annun­ciò che D'Aspre era Verona con 16.000 uomini e che i nostri erano msemm a Mantova e a Peschiera,
Il Maresciallo, che non -aveva marniere molto espressive, abbrac­ciò il nunzio tre volte: era salvo.
33 1 Aprile entrava in "Verona. Gli illusi liberali che si aspetta­vano la costituzione furono cacciati iin carcere: un proclama rin­cuorava le truppe ed avviliva le popolazioni, annunciando l'arrivo di rinforzi. Quindi! la minaccia per Vicenza era sempre più pros­sima e più sicura.
Finalmente si era deciso di soccorrerla coi crociati di Du­rando!
A metà di Maggio essa aveva dunque offerto loro le sue bellezze ed il suo entusiasmo, l'ombra e il verde dei suoi monti) Beri<yJdove-si annidano le ville adorne dalla mano del Palladio e del Tiepolo, e aveva offerto il cuore palpitante di una popolazione generosa e vìw gorosa.
on appena è a Vicenza, Lodovico scrive alla madre. E' stato leggermelitV ;kdisposto : una Iebbricclattola con mal di gola, frutto della cattiva stagione: ma e passata. Piuttosto si è propagata fra le truppe la notizia della disavventura del generale Ferrari, e Lodo­vico ne scrive alla madre, quasi prevenendola, con apprezzamenti dai quali non può essere assente lo spirito regionalistico, mentre mancano considerazioni che avrebbero maggior valore.
Scrive infatti Lodovico il giorno 18:
Le notizie della guerra continuano sempre ottime ed è falsassimo elie-vi sia tanta perdita pei nostri, giacché te lutti gli scontri che si sono avuti Quo ad ora i morti de' nòstri si contano sulle dita, e quelli dei nemici sii ca­taste. L'unico danno die abbiamo risentito è Io scioglimento della legione del Colonnello Ferrari, ria anche questa è ben piccolo danno, giacché non si sono perduti che pochi vigliacchi, ed anche di quelli ne sono morti poohis-ximi, essendosi dati alla fuga alle prime cannonate; la maggior perdita è stata nel Pragonl. che di venticinque che erano, dopo aver rotto tre qua­drati di Oroatl e fatta moltissima strage di costóro, non ne son tornati, elie sei .
Ma non, tarda nemmeno a Vicenza a t'arsi sentire la voce della battaglia.
La sera del 18, per ordini precisi del maresciallo Badeteki, gli