Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno
<
1932
>
pagina
<
156
>
*56
Piera Starna
di Vicenza si ritiravano battati, ma strategicamente avevano vinto percliè non avevano perduto la possibilità di comunicare con Verona.
Intanto Radetzki, per nulla soddisfatto rleWavvenimento, imponeva a Tlmrn di ritornare su Vicenza. La conquista significava per lui non solo l'occupazione di un più vasto territorio oltre a quello garantito dal quadrilatero, ma anche la sicurezza delle comunicazioni fra Schio e Trento.
V. L'ASSALTO DEL 24 MAGGIO.
Thurn ubbidiva.
Ed ecco che circa a mezzanotte dal 23 ai 2é Maggio, un attacco* violento era sferrato contro Vicenza dalla parte del sobborgo di S. Felice. Furioso era in pari tempo il bombardamento della città da ovest : si disse che fossero in azione quaranta cannoni, e si calcolò, con un calcolo forse esagerato, che oltre tremila proiettili cadessero nell'abitato.
Gli autstriaci per ingannare, attaccavano le difese nel buio della notte, gridando Via Pio TX; ma gli assalti erano respinti tenacemente.
L'entusiasmo in città era grandissimo : tutte le strade erano illuminate per render più facile l'orientamento ai reparti dei difensori: tutte le campane suonavano a stormo, e dalle finestre le signore applaudivano i volontari che andavano, correndo, a battersi.
Inoltre si era provveduto ad allagare il terreno a nord dei monti Beriei, tagliando il fiume Retrone.
In gara coi volontari e coi cittadini si battevano gli svizzeri, destando l'ammirazione per la lloìró disciplina e per il loro coraggio. Vicino alla casa dei Sette Venti, il capitano svizzero Lentulus con pochi pezzi di artiglieria era riuscito a ridurre al silenzio le batterie nemiche situate vicino alla stazione ferroviaria. XI. capitano Streccili, del battaglione faentino, coi suoi fucilieri aveva occupato la collina chiamata Telegrafo, e aveva trascinato lassù, un cannone, molestando gli assalitori. Zambeocari coi suoi partecipava attivamente alla difesa.
Sul far dell'alba Le fanterie austriache attaccavano anche le porte di Castello e di Santa Oroce: anche qui respinte. Poi, prima delle ore 9, irregolari e volontari facevano una sortita da quelle porte, e alla* baionetta decidevano di quella giornata : gli austriaci ave-