Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno <1932>   pagina <158>
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*8 Pim Zuma
o In quanto poi alle cose dl< Uopoli noi me jp fu alcuna meraviglia, giacebè questa Cacaslirpfe: io la previdi iia; d quando, seppi che cola fflj era fatta una pacifica tìvolnzioneé g* capo Ut, jgwsaiff' rimfliieva sempre la fa-miglia reale;, queste sono le conseguenze dell'abuso della moderajtfonp rper salvare .te vita di uno scellerato, s precipitano famiglie intere, si ij)àro il macello di ixartitiaia e migliaia di vittime. Olii crede ad. una corona in par­ticolare ad un. Borbone non può essere che un imbecille per I mentirlo sono una testa esaltata, non e vero? ma ci sado però molta tiene indovinando. Basta, non perciò la causa italiana h perduta, se we ritarderà la1 Mttotfa ma non la si perderà.
Sento dall'ultima sua del 2G eorr. che Elia non .erede éssefe- stal così piccolo il danno del nostro battaglione, ed io invece: bisogna clie le dica cfifi io boi errato d'abbondanza giacché non. 'V'è stolto he un morto solo e BOSS due-come rè; scrissi,; e /questi per nome. Pietoso deschi, ed un certo Antonio ot ferito. Questa tè.la schietta, e pura erM. Mei, bombardaniento poi del t non abbiamo avuto alcun morto del nostro Battaglione ed ebbi due soli feriti nella tuia compagnia dallo scoppio di una bomba, ma così leggermente che non ebbero neanche bisogno di abbandonare i posti né di essere curati giacché furono più presso pestature che ferite. Quantunque, per così dire, piovesser le bombe nel luogo che m'era stato affidato ci eravamo còsi bene addomesti­cati con questa razza di gragniuola, che ci serviva piuttosto di divertimento che di timore, imperocché quando viene lanciata una bomba, questa fischia per aria a modo da potersi dar campo a sentire ed anche vedere' dovè cade, e gettandosi sollecitamente sdraiati a terra si rimane salvi -sotto la. parabole che descrivono i vari pezzi lanciati per lo scoppio, fce notizie di questo bom­bardamento, ed insieme di questa vittoria gliela diedi già nell'ultima mia che .Le inviai per Benvenuto -Basolìnil. Aggiungerò soltanto e ripeterò che il mas sacro dei Tedeschi che si fece stato grande, vi furono due Generali morti e varj altri dello stato maggiore feriti:, moltissimi prigioni, e se ne vanno ancora facendo, ciò mostra con quanto scompiglio e confusione si dovettero ritirare.
Le varie notizie che ubbiamo avute tutte ci confermano che nelle tre gior­nate di combattimento che abbiamo avuto essi hanno perduto più di duemila uomini. Costoro hanno mostrato un timore-' grandissimo della baionetta poi­ché quando uscirono le nostre due compagnie nell'assalto del Sabhato, cari­candoli alla baionetta/ fatta appena ima scarica si. diedero tosto alla fuga; e cosi accadde Mercoledì quando furono caricati dagli Svizzeri. La perdita del nostri nell'ultimo fatto non la potrei di preciso dire in numero ma certo è però, stata di assai poco, se pure e stata maggiore de Un prima, di quella di Sobbato, quantunque costi si sia sparso he questa vittoria ci sia costata