Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno
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1932
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pagina
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160
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i6o
Piti Zama
Ancora altre due lettere sono searafclie da Lodoviltìo ieon gli stessi intenti. Una 6 del il Giugno :
-Non' ho nulla, di importante da dMe.;.* Tutti 1 giorni attènfliàmo, Vpti~. diiie di marcia per Padova; sembra che siamo destinati a guernìre quella città. Le cose della guerra vanno a meraviglia, Peschiera In mano de* Pie? moatesl, 11 grosso de' Tedeschi confinato nelle risaie e circondato pnre dai Piemontesi, in breve converrà che si arrendano anche Mantova e Verona .
Ma ben altra era la situazione.
L'ottimismo continua nella successiva lettera del 6 Giugno, lettera carica di notizie die sembrano piuttosto fantasie* I si dice sono probabilmente il pasto delle truppe, e gli ardori patriottici non spenti e le speranze sempre alte.vivono di quella materia leggendaria.
Lodovico Caldesi ricorda in questa lettera il probabile intervento contro gli austriaci di un corpo di svizzeri, di un reggimento di còrsi. E pare pure che venga verso Vicenza la famosa legione iH iSfa-ribaldi : (anche Caldesi scrive Gheribaldì, come tanti, altri in questo anno). Ma ce n'è forse bisogno? La guerra è ormai finita.
E siamo difatti alla vigilia dell'epilogo doloroso.
Il giorno 8 hanno luogo a Vicenza le elezioni.
Il giorno-10 la battaglia: l'ultima.
Badetzki attaccava questa volta con 30.000 uomini : aule quattro del mattino incominciava il fuoco. Durando aveva a sua disposizione circa 11.000 uomini e 36 pezzi di artiglierìa: uomini pronti davvero ad una difesa energica, poiché la fede li teneva sempre accesi e l'esperienza li aveva meglio agguerriti.
Badetzki si avvicinava da sud e da est, preoccupandosi evidentemente di tagliare la ritirata a Durando. Apparivano come immediati obbiettivi suoi l'occupazione dei Monti Beriel, di Porta Monte e di Porta Lupia.
Volontari e guardie civiche erano a. difesa del sobborgo di Santa Lucia, e là essi respingevano ad ogni! costo gii assalti.
Gli svizzeri, i regolari e i più provetti fra i volontari erano alla difesa dei Monti Borici, di villa Rotonda, di villa Valmarana, di villa Guiccjoli e del terrapieno detto Bellavista.
A villa Rotonda si batteva accanitamente il battaglione faentino. La giornata era caldissima, soffocante.
Battuti, da un violento fuoco di aitigliela, dopo accanita resistenza, ì difensori si erano ritirati da villa Gutecioli : poi dopo aitisi ostinata difesa, si era dovuto abbandonare anche la elegante villa