Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno <1932>   pagina <161>
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Lodovico Gtaldmi uMa difesa, M Vicenza M Monta ini
Rotonda. I difensori si concentravano ora a villa Vajmarana, e quivi i volontari di Schio e di! Faenza contesero accanitamente palmo a palmo, il terreno boschivo al nemico enormemente superiore di nu­mero.
Finalmente la posizione di Va Ini avana cedeva, ed intanto due forti colonne austriache manovrando per congiungersi presso porta Lupia, minacciavano di tagliar fuori i difensori dei Berici Essi al­lora dovettero, per salvarsi, scendere in citta.
Fra i ferità faentini era Augusto Bertoni e il sergente Achille Querzola della compagnia Caldesi,. il quale moriva di lì a pochi giorni nei pressi di Bologna, per la gravità delle ferite.
La capitolazione era inevitabile, non ostante la decisione eroica dei cittadini e dei volontari di resistere a qualunque costo.
Il battaglione faentino, col suo comandante, ebbe l'ordine di montare la guardia, nella notte, allo Scudo di Francia, dove allog­giava il generale Durando.
Le trattative si svolsero con Pintervento di D'Azeglio, di Vin­cenzo Caldesi e di altri ufficiali dello Stato Maggiore (7).
Alle 3 antimeridiane del giorno ì I la capitolazione era sotto-scrittta, e in quella stessa mattinata il battaglione faentino, a ban­diere spiegate, usciva da Vicenza (8).
Zambeccari che era corso alla difesa di Treviso, resisteva ancora : ma il 13 anche Treviso doveva di necessità seguire l'esempio di Vi­cenza.
La guerra del 1848 poteva considerarsi unita, anche se Venezia alzava tuttora il vessillo della libertà.
Francesco Giuseppe poteva dirsi fiero del contegno del suo eser­cita, È difatti decretava che fosse eretto un monumento dietro la Madonna del Monte in onore dei salvatori del suo impero.
Lassò il monumento: ifPSs ancora : l'imperatore e l'impero non ci sono più!
(7) CoMJunttju. OQBpiratttoni, pag. 104 e segg.
(8) Le due bandiere di Vicenza sono conservate nel Museo del Risorgi­mento presso la Blbl. Cora, di Faenza.
4i proposito delia stilata dèi faentini uscenti dopo la capitolazione da Vicenza, racconta ComamMni (op. cit. pag. 105) che mentre essi reduci sfila­vano da Monte Berlco. una oraslea austriaca suonava 1 nostri inni italiani canzonandoci :
84 ti tedam'-hi non parton a Ferrara faremo la bara del loro funerali A proposito di mesti canti popolari notissimi in Romagna, Paolo Toschi