Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1932
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pagina
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186
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iS.6
Mberìo Mommiohy
Pestate del 2É le notile dell'incontro ól Napoleone II I con Cavour ai bagni di PlombièreB, e dell'imminente matrimonio dei principe Girolamo Napoleone' lileti.o Plon Blòni,, prìncipe rosso) eoa una principessa reale di Savoia, sciolsero iaJéglU emigranti ungheresi ogni dubbio svili'approssimarsi di una guerra che unirebbe il Piemonte colla Francia contro 1*Austria. Lo stesso Cavour li assicurò presto della giustezza del loro supposto ; nel mese .di agosto mangiò a Parigi da Klapka il suo segretaAdf stato Santa Rosa, per comunicargli che, tenuto conto della necessità di un accordo.' ir-a riiter lia e l'Ungheria in vista. :ii; un'azione: '6omune contro 1'AnstrSa;, a-vrebbe desiderato che venisse a TòrtuOì Klapka segui volentieri l'invito, e nel settembre er;a già a Torino dove si abboccò con1: iOitwour. Probabilmente si parlò già allora della formazione di una Legione ungherese in Italia, ma non vennero prese ancora disposizioni definitive.
Pare che anche a Torino fèsse; tato presto riconosciuto che una tale impresa non poteva essere concretata senza il consenso e la collaborazione dil Kossuth, e: .(perciò nei primi giorni, -di dicembre, col-, l'intervento del generale polacco Mierosiawski e dell'emigrato; [ungherese Irànyi, e come pare a saputa del principe Napoleone, fu fatta a Kossuth la proposta che per la imminente guerra che probabilmente sarebbe unita colla cessione della Savoia e di Nizza alla Francia, e per ricambio, coll'acqulsto della Lombardia e del Veneto per il Piemonte, si dovesse Organizzare una Legione ungherese sotto il coniando di un generale ungherese che potrebbe esser il Klapka.
Kossuth non dissinuilava! la ;gna diffidenza per tale proposta; certamente non si oppose all'idegi della formazione di wTwa Legione ungherese, quasi! in ricambio dei! servizi resi all'Ungheria nel 1.849 dalla valorosa Legione italiana del colonnello; Alessandro Monti. ma il momento non gli pareva ancora opportuno. Egli non voleva arrischiare una azione deWemigrazione senza essere prima sicuro della partecipazione di tulfàti la nazione. Non. vogliamo - - scriveva allo Irànyi - - arrivare alla sorte della Polonia. Noi dobbiamo costituire ano scopo riconosciuto, e non nn mezzo pei disegni di altri . Dichiarò ancora che nel caso di una rivoluzione egli non cederebbe a nessuno il supremo comando dell'esercito, ina che vedrebbe volentieri al suo dauco il generale Klapka.
Ma Cavour non si lasciò piegare nel suo piano; informato dal suo mandatario conte Nìgra sugli scrupoli di Kossuth e sul parere del mandatario; gstornallstico di questo, WMeHco 'Mmivmrty, gioraa*