Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1932
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pagina
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191
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egli fece anche strada; fatemelo ad Acqui e ad Alessandria. Arrivò a Genova, idi luglio, i come italmiue lo colpi la notizia che le potente' bellijgeranti avevano eonchinso un armistizio. Scrisse subito al senatore fraasces Pietri chiedendo schiarimenti. Li ebbe da Napoleone stesso, pochi giorni dopo, in una lettera autografa indirizzata al Pietri eolia quale gii comunicava di aver concilinso 'eoli'imperatore (f Austria VII di luglio a Vallairauca an trattato preliminare di pace che poneva fine aH glissa. Bica .jESossuth - - scriveva Haoleone IH - che mi dispiace: innnitamente di dover rinunciare per ora alla liberazione della saa patria. E* impossibile di fare altrimenti; ma lo prego di non scoraggiarsi, che egli si, fidi di me e-dell'avvenire, nel frattempo sia convinto dei miei 'sentimenti di amicizia;,;;. -, jEossaHi; pianse, leggendo questa lettera.
M sola consolazione del patrio ita ungherese era che il conte di Cavour condivideva pienamente la sua indignazione: quando Kos-suth andò a fargli visita alcuni giorni do,p,o con il senatore Petìi;; Cavour aveva già rassegnate le dimissioni. Égli disse a OPietri-Nella politica sovente si transige sul tempQj, sui modi}, talvolta anche su principi ; ma c'è una cosa sulla quale un uomo Umjuo non transige mai : l'onore ! M vostro imperatore mi ha disonorafio. Égli mi diede la parola, giurava di uon fermarsi fino ;ehe l'Austriaco non era cacciato dall'intera Italia, e si stipulava-ipciò comi- irko'pép sa Savoiae lììzza. Ora il vostro imperatore si prende la [ricompensa ma ci lascia in secco a mezza via... io sto disonorato di faccia i mio re... , e poi volgendosi a Kossuth, aggiunse: 'he Èìmpera-tore francese se ne vada ! Ma io, e lei, signor Kossuth, noi restiamo sul nostro cammino. Non è vero? Noi due, noi faremo quello che l'imperatore francese non ebbe il coraggio di compire. Noi non <s fer-meremo a mezza via,l... .
Non ostante il colpo recato all'emigrazione ungherese dalla pace di Villafranca, Kossuth ed i suoi compagni non credevano ancora che le loro speranze fossero deluse per sempre. Li incorag<-giava a nuove speranze l'opinione pubblica d'Ungheria, la premessa di Cavour ed il malcontento generale provocato specialmente in Italia dai mezzi risultati raggiunti. Fra poco in Europa scoppierà un uragano scriveva 'Kossuth a Pulszfcy , un uragano quale il mondo raramente ha visto .
Data la situazione di fatto, i capi dell'emigrazione ungherese tennero per loro primo e sacro dovere, assicurare la sorte di quei soldati ungheresi che. chiamati da loro, avevano abbandonato la