Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1932
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pagina
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192
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bandiera austriaca, o che, prigionieri di guerra, * l'ano arruolati nella Legione ungherese d'Italia. L'imperatore dì Frauda ottenne dai governo austriaco le garanzìe necessarie. Ktapka ed il generale Petittì di Roseto convennero circa le modalità del trasporto dei soldati in Ungheria. Allora la Legione si componeva di 4A ufficiali e di 8033 soldaL Quattro degli ufficiali rimasero in servizio piemontese, cioè il colonnello Ihàsz, e i maggiori Ttìkoiy, Kiss ed Eberhardt; 16 entrarono in servizio modenese, fra questi i colonnelli! conte Gregorio Betulen e Krivàeey, ed il tenente colonnello Dunyov; rimase naturalmente in servizio italiano Stefano Turr. Altri 12 chiesero il permesso di restare in Italia, e soltanto 12 tornarono in Ungheria. Fra i sottufficiali ed i soldati, rimasero ita Piemonte 93 e 32 a Modena.
Partiti che furono i soldati reduci, Vittorio Emanuele incontrò per caso alla stazione di Alessandria il generale Klapka ; prese commovente congedo da lui, gli espresse la sua riconoscenza per l'opera volta dalla Legione, e la sua speranza nel trionfo della eausa della loro patria.
Appena regolate le faccende che esigevano la sua presenza, Kos-uth si ritirò fra le Alpi della Svizzera, non sopportando il caldo dell'Italia, e vi incontrò la sua famiglia. L'inverno egli era già di ritorno a Londra, che credeva di aver abbandonata pei* sempre.
Dopo la partenza dei tre membri del Direttorio' Nazionale. Kossuth, Klapka e Teleki, essendo sciolte la Legione conformemente alle disposizioni del trattato preliminare di Villafranca, rimase Stefano Turi* come la principale forza motrice della causa d'Ungheria in Italia. Fu egli il primo ad offrire i suoi servizi al Piemonte e fu assunto nello Stato Maggiore col gradò di colonnello; sin dall'inizio della guerra si era accostato a Garibaldi, prese parte a tutte le gesta dei Cacciatori delle Alpi e rimase gravemente ferito nello scontro di Treponti. Garibaldi lo trattava già fin d'allora come suo carissimo amico e valoroso compagno d'armi . Vittorio Emanuele II gli conferi i diritti di cittadino italiano, ed il Turr intervenne parecchie volte per riconciliare il Sovrano e l'Eroe dei due mondi, che in l'ondo erano animati dalla stessa passione politica.
L'armistizio di Villafranca colpì Garibaldi non meno che Cavour ; ma egli preparava già i suoi! arditi disegni! che dovevano realizzarsi nella campagna dell'anno seguente, con l'ammirabile spedizione dei Mille da Quarto a Marsala,, nella quale il Ttiw,. sin da bel principio Informato di tutto, doveva''essereU terzo dei Mille .i.