Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1932>   pagina <193>
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<>tt Garibaldi e Bixio. Fu nominato aiutante di campo del gran Ca­pitano, e fu lui che con la sua presenza cji. spirito e con. il suo acume, procacciò alla spedizione, dalla fortezza di Orbetello, jj cannoni e le munizioni mancane.
Alla liberazióne della Sicilia presero parte anche altri Unghe­resi ; sappiamo che il maggiore Luigi Tùkòry lascio la vita alla presa di Palermo, ej Ferdinando Éber compiilo., disteso sul lastricato delle piazze di Palermo, alla vampa degli incendi, i suoi bollette! guerra per il grande giornale inglese The Times.
La gloriosa impresa ili Garihaldiì offrì anche l'occasione per ricostituire la Legione ungherese. Già in Sicilia, il 12 di! luglio, Ga­ribaldi fece riunire i volontari ungheresi e li passò in rivista ; scris­se poi al Turr le memorabili righe : <o Sto veduto i vostri Ungheresi, e ne faremo una forte colonna fer andare in Ungheria. Venne a noi una fregata napoletana da guerra, a cui daremo il nome caro di Tukory . E quando anche Napoli venne nelle mani dell'Eroe, egli rivolse alla Legione ungherese sulla Piazza del Plebiscito, alla consegna delle bandiere donate dalle donne siciliane, le seguenti pa­role : Ungheresi, in nome dell'Italia riconoscente vi rimetto queste bandiere quale ricompensa del sangue da voi versato per la re­denzione d'Italia. Esse seguiranno il vostro costume e v Condur­ranno sempre alla vittoria. L'indipendenza e la libertà d'Italia è strettamente legata alla indipendenza e alla libertà d'Ungheria. "Viva l'Ungheria! E questo suo grido fu secondo il Vigevano ripetuto con entusiasmo da migliaia di petti).
Primo comandante militare e governatore di Napoli, come ca­pitale dell'Italia meridionale, divenne Stefano Turr, allora tenente generale, aiutante personale e fiduciario del Re* Più tardi! gli venne affidata la suprema sorveglianza della Legione, che allora era trava­gliata da discordie interne, in quel tempo il comandante particolare della Legione era il generale Vettei' ; Ivlapka, ritornando da Costan­tinopoli, visitò i suoi) antichi compagni d'armi a Napoli nel feb­braio del 1861, e poi si recò a Torino. Era evidente che il trionfo della causa ungherese doveva subire un nuovo ritardo. Era morto improvvisamente Cavour e per quell'anno non si Spemva più nulla. ma. sii parlava di un nuovo conflitto coli'Austria per l'anno seguente.
Nei frattempo la Legione ungherese era stata impiegata per domare il bringantaggio nell'Italia meridionale, che non era privo di carattere politico, perchè il partito napoletano che voleva rimet­
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