Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1932
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pagina
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194
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I <U
Alberto Berzevfàhy
tere sul trottò 1 Borboni, si! serviva di questo brigantaggio per fomentare turbolenze- nel paese j io scacciato re di Napoli si tratteneva dopo la resa di Gaeta s a. Boma, sotto la protezione del Papa, quasi aspettando un richiamo.
I legionari1 rangheresi, divisi in gimppi. erano dislocati nella Basilicata, a Vocerà ed Amalfi j sostenevano spésso aspre lotte con i briganti dei quali moltissimi catturarono, benché questi sii servissero deUflffglsigenima di attirai?]! nelle loro montagne, con grida ungheresi, li malcontento per questo servizio e principalmente per il vestiario non confacentc, sii manifesta talvolta nelle lettere degli ufficiali. I sapi fella Legione: 3!bM Eber, Mogyoródy, lSberhardtr Dunyov, Frigyesi, Gsudafy, Ovary e Giirez, ricevettero più tardi decorazioni dal Re d'Italia.
Eossuth, avendo perduto il suo processo contro il Governo austriaco per la stampa dei biglietti ungheresi di banca, lasciò Londra e venne nel solo paese dove egli poteva sperare ancora un appoggio nel futuro ai suoi s*JÌ;, in Italia. Nel maggio del 1861 lo troviamo già a Torino dove fu cordialmente ricevuto dal conte di Cavour che nutriva le migliori! speranze per la causa dell'Ungheria ; pochi giorni dopo Cavour era morto ed il suo successore mostrava una evidente diffidenza per i disegni di Eossuth. Dopo una villeggiatura sul Lago di. Como, e dopo una dimora a Genova, Eossuth si stabilì a Torino e vi visse uno alla morte. A Genova egli! perdette la sua unica figlia e la sua moglie adorata; i suoi figli raggiunsero in Italia la loro età matura. Stabilitosi in Italia, il Eossuth cercò di rimediare alle difficoltà ed alle discordile che minavano l'unità e l'efficienza della Legione. JSgli non aveva ancora rinunciato alla speranza di poterla impiegare in una rivoluzione,- vperciè cercava di mantenere ato il suo spirito e la sua disciplina miflilfeare. Gli avvenimenti ungheresi dell'anno ISfE : il tentativo dell'Imperatore d'Austria di rappacificarsi colla Nazione, la ricostituzione dei mpnàcìpi, la convocazione del Parlamento e poi la rottura, lo scioglimento del Parlamento e la nuova soppressione (provvisoria, come fu detto) della costituzione, tenevano in agitazioni anche gli emigrati, ungheresi in Italia, le speranze dei quali crescevano o diminuivano secondo l'oscillare della situazione politica nella Patria.
In quell'epoca il terzo membro del Direttorio Nazionale Ungherese, il conte Ladislao Teleki, era già morto. Egli sii era tolta la vita in patria, vittima di un conflitto di coscienza per una amnistia non richiesta e per una promessa di non occuparsi pin di politica,