Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1932>   pagina <195>
immagine non disponibile

GUwfiM wwftmmh Wì Tiàlià fs;
promessa olio gli era stata estorta e che SI TeleM sentiva di non poter mantenere. Klapka Invece dimorava a IPòrino, dove si teneva in contatto; con Garibaldi sili quale erano fissati gli ocelli degli Un­gheresi; Nell'aprile del 1860 era venuto a Torino anche Francesco Pulszky, tino dei api più noti dell'emigrazione, corrispondente or­dinario dei Daily News, che si mise in relazione con Garibaldi, e che dimorò poi a lungo a Firenze nella viflla Petrovics, la qnale di­venne un centro di notevoli stranieri. Nel febbraio del 1861 egli vi­sitò per la prima volta a Caprera il generale Garibaldi, con una lettera di raccomandazione di Klapka. Pulszky informò il Generale càlEca la situazione in Ungheria, ed avendogli chiesto quali fossero i suoi disegni, Garibaldi gli rispose di non averne nessuno ma dil èssere sempre pronto ad andare dove lo chiamavano, e di essere av­vezzo di essere chiamato dove si facevano le schioppettate. Risposta che il Pulszky si affrettò di comunicare alla stampa ungherese.
Nella stampa, e specialmente in quella inglese, Kossuth stimo­lava con insistenza l'Italia perchè si affrettasse a liberare Venezia prima che l'Imperatore d'Austria si rappacificasse con l'Ungheria e potesse in tal modo opporsi con maggiore energia all'Italia, la quale non avrebbe più potuto contare sull'appoggio degli Ungheresi. Pulszky invece si avvicinava sempre più alla polìtica moderata di Francesco Deàk. Come è noto, questi era sempre pronto a trattare con l'Imperatore sulla base del riconoscimento dei diritti costìtfcn-zionali dell'Ungheria, ed a rendere possibile l'incoronazione di Francesco Giuseppe a Ke d'Ungheria.. Questo atteggiamento transi­gente allontanava e separava sempre più Pulszky non solo da Kos­suth ma anche dagli altri capii dell'emigrazione. Bd è strano che questo cambiamento nella politica di Pulsky non lo allontanasse da Garibaldi, con cui mantenne sempre rapporti di profonda amicizia. Quando poi nel 1862, alla testa di volontari raccolti a Palermo, Garibaldi condusse di proprio moto una spedizione su Roma, e scon­tratosi con le truppe italiane, fu fermato ad Aspromonte, ferito e fatto prigioniero, anche Pulszky ebbe un'avventura: recatosi da Garibaldi in Sicilia, e mandato da questi a Napoli per preparare l'ingresso di Garibaldi, fu arrestato, ma per poco tempo, assieme al deputato Mordini.
La aperta rottura fra il Re e Garibaldi, benché non durevole, non era favorevole ai disegni dei fuorusciti ungheresi; la possibilità di un intervento armato dell'Italia in Ungheria diminuiva sempre