Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1932
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pagina
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197
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uegH iitiiml anni della stia, vita), negando eoa venerabile persevi innza anche dopo avvenuta l'iucoronazione,. di riconoscere il i che gli aveva detronizzato nel 18é9. nehe Kossnìh non era più un cospiratore ; manifestava pubiilicamenté specie in lettere la sua opinione inalterabile, attaccando talvolta con veemenza coloro che secondo il suo parere, avevano sacrificato la vera e piena indipendenza del paese. Un partito estremo in Ungheria che aveva per programma la pura unione personale coli'Austria, si vantava di essere il partito di Kossuth; ma questi negò sempre ogni comunanza con coloro che avessero accettato a base della loro attività politica il compromesso del 1867 e riconosciuto la sovranità di colui che aveva detronizzato.
Una legge che regolava i diritti i cittadinanza in Ungheria fu interpretata da Kossuth come una misura per eseluderlo da questi diritti e per privarlo della patria ; ma questa accusa non era giusta. La legislatura ungherese non eljìfoe mai l'intenzione di escludere Kossuth dal legame della caitadlnanza ungherese; ciò che lo escludeva era la sua propria volontà : un impedimento moi'aìe e non uno legale lo trattenne dal varcare il confine ungherese ; fu propria lui che non volle assoggettarsi alla sovranità del re ormai, senza dubbio, legittimo.
Ma questa negazione, questo non riconoscimento del legittimo stato delle cose in Ungheria, non poteva separare Kossuth dalla nazione ungherese. La nazione aveva abbandonato la politica rivo;* luzionaria da lui professata, ma non poteva dimenticare gli immena servizi che Egli aveva reso alla patria. Kossuth non era solo Panto-re di quella dichiarazione d'indipendenza per la quale era stata de-trojiizzata la dinastia degli Absburgo; egli era stato il gran duce della nazione, aveva organizzato la nostra epica lotta per la libertà contro lo spergiuro, con tanta fede e con tanta passione che quei ragazzi i quali nell'uniforme degli honvéd avevano già vinto l'esercito austriaco, vennero schiacciati soltanto dalle masse armate che la Bnseia aveva messo a disposizione dell'Austria. Egli ea il gran riformatore che con le leggi del 1848 aveva trasformato TOngheràla feudale in un paese democratico, parlamentare, moderno ; che aveva affrancato tè terre del contadino dalle gravezze padronali; che aveva creato l'eguaglianza dei diritti e dei doverli dei cittadini; che aveva cesa libera la parola, il pensiero, l'insegnamento : egli era il riformatore le cui! riforme sopravissero alla ri voi uzioiie. Il- oppresslon e, alla restaurazione, a tutte le vicende della vite della nazione.