Rassegna storica del Risorgimento
FOSCOLO UGO
anno
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1932
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pagina
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200
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UGO FOSCOLO E L'ITALIA
Dopo il Congresso di Modena, tenuto nell'ottobre del 1931, è ancora in me il desiderio di rivolgere la parola agi'Italiani, aventi, in culto la gloria di coloro che hanno dedicato tutti gli anni della loto* vita, breve o lunga, a rimettere in onore e nel vanto supremo la patria italiana, nella quale nacquero e Michelangelo e Machiavelli quegli eccelsi spiriti, che diedero civiltà all'Europa.
E tra i grandi, che contesero contro le crudeli fortune, nel secolo XIX, fin dal principio noi troviamo ricordo solenne di Nicola Ugo Foscolo, il quale in tempi efferati d'invasione, di conquiste, ài mutazioni di Stati, di tirannide militare e di reazioni, da scolaro, all'Università di Padova, vagheggiò di stigmatizzare la tirannide, obbedendo ai consigli della madre, la cui) educazione morale ed ìntel-lettiva era stata feconda di quegli alti principi, che formarono ili di lui nobile animo.
Si combatteva per la creduta libertà ed il giovanissimo Foscolo, già espulso dall'aristocratica repubblica di Venezia, vi "ritornava quando nuovi ordini di Stato avevano mutate le vecchie ed incoscienti forme del vivere politico e civile: e queste nuove sorti durano fino ai dì delle Pasque Veronesi, allorquando i Francesi, calpestando il labaro trionfante con la proclamazione dei dritti dell'uomo e del* l'alto concetto di! eguaglianza, rotto ogni freno, attesero il verbo del Direttorio per cancellare, con la violenza e col sangue, la vetusta regina dell'Adriatico.
Ed Ugo Foscolo, che aveva iodato l'eroismo di Napoleone, ora. scrivendo un libro, cui dà le forme del romanzo,; Ho chiama crudele e tiranno: e gli dà quest'epiteti nei giorni più tragici, in quei medesimi giorni, in cui tutti si inchinavano all'adorazione del nume, letterati é politici, meno il giovane Foscolo, che milita a rinunziare a distruggere l'Austria.