Rassegna storica del Risorgimento

FOSCOLO UGO
anno <1932>   pagina <201>
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Ugo F-óHttoÌQ v niafia
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Completato l'Ortis, in crii lirica mente invoca la girnndezza d'I­talia, la maestà, .'die- orrelibe rfnnovaifin. con Rari sensi di -vane, dopo l'assèdio di Gfeotóva, <>ve mifìtà coi (Generale Masseria, furioso e meditabondo, pone ogni studio adi esortare gli- Italiani per­dio abbiano rispetto del In caduta Italia sfie le foi'ze alterne avevano-calpestata, rubandola, immiserendola, rendendo codardi i figli delle madri corrotte alle turpezze.
Il giovane Foscolo, mentre ni ili La nelle compagne, non tralascia gli studj più ardui, né il movimento politico che imprime nella cJSte) del Monìieur; ogni sua opera sia di combattente che di poìlto fe rivolta al risorgimento cèrile e morale d'Italia, all'amore alla stessa, cni dedica tutta la sua vita, attendendo che un giorno possa consa­crarsi pure a quella Grecia, tenuta nell'abiezione, in cui la ferocia dei potentati la Incatenava prostrata alla forza ottomana.
Napoleone trionfa superbamente per le sue ipSoni eroiche: ca­duto il Direttorio, egli prendeiìpoteri di primo Console: e le genti, già flfoere per la forza della sua spada, sperano :in lui dopo la sal­vezza, le libere istituzioni che possano recare vantaggio ai progressi, civili ; ma le speranze tosto vengono deluse, e della strozzata liberta * ode una parola energica ai Comizi di Lione : e la parola più vigo­rosa è in quegli anni pronunziata da Ugo Foscolo.
Napoleone dal Consolato passa all'Impero, e quando egli e M possesso del patere imperiale, lusingato di tanta forza, ambisce la corona regiaffpl 18QÌi assipto al trono regale, credente nella sua potenza derivata dalla fòrza* cingendo la corona di ferro, non trala­scia di esprimere con presunte parole: Iddio me l'ha data, guai a chi la tocca , e costituisce il Regno italico nella Lombardia e le 'altre regioni, da dove erano stati! espojJM i re, del dritto divino.
Il Regno italico, con a capo Eugenio Beanharnais, è un misto di corruzioni, di libertinaggio, di spionaggio, che poteva essere creduto una tirannide larvata di apparenti forme libere, ma che erano licen­ziose e crudeli.
Il Foscolo, ritornato da luoghi lontani, ove aveva avuto destini* di militare, riprende Parta parola: se nei Sepolcri rimpiange le sorti della caduta patria, dì essa, volgendo il pensiero al passato, rinnova i fasti gloriosi e i nefasti, elle la rendevano strazio Mie genti nuove-* venute a recare, anzi che libertà e PaunnuMo del ìMiove dritto dei popoli, la conquista invaditrìee e furiosamente ladronesca.
Tacciono .gli scrittóri; e dai po.e ùìgW tr*ti ai giureconsulti, ino aflaimpa sfrenata, tion si ode làm il] Laudami!* Te Dmm : mìo