Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE NAPOL?ON FRAN?OIS DUCA DI REICHTADT
anno
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1932
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pagina
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212
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a" Recensioni e Bibliografie
siderato i problemi che ci riguardano tutto il suo vivo desidèrio di vedersi stabilire una intesa cordiale fra noi
DI quei suoi studi egli ora dà la ristampa riveduta e ampliata facendola se* jguire da considerazioni sue sui malintesi cbe separarono 1 due- popoli dal 1815 al 1870 e sulla evoluzione delle relazioni fra loro dal 1870 al 10M1 iper chiudere con rilevare la parte notevole press dall'Italia ti Ila grande guerra e le conseguenze dei Patii lateranensi e augurare che l dissidi facilmente possano dirimersi.
ARTUBO CODIGNOLA, Dagli albori della libertà al proclama di MoncalieH ; lettera del conte Ilarioue Petitti di Roreto a Michele Erede dal marzo 1846 all'aprile dei 1850. (Biblioteca di storia italiana recente 1800-1870. Voi. XIII). To rino, Bocca, MCMXXXI, 4P, pp. 748.
La figura del Petitti di Roreto per quanto conosciuta come quella di un economista di vaglia, di uno dei fautori più accreditati dello sviluppo delle ferrovie, viene ora appena ad occupare il posto che merltaineute le compete fra 1 grandi fattori del nostro Risorgimento. Ma tuKtó fuetto che se n'era scritto sinora, non era bastato a disegnarcela in tutta la sua interezza, forse perchè coloro stessi che l'avevano conosciuto non avevano lasciato ttaecle a ciò sufficienti per quella scarsa simpatìa che il di lui carattere rigido, anzi aspro e violento, gli aveva conciliato. Eppure fu uomo di grandi meriti cosi f::ei campo nella politica, come in quello della scienza amministrativa ed economica. Tagliato tutto d'un pezzo, ardito assertore anche a suo danno di quello che riteneva verità, fautore, entro i limiti dell'ordine, di ogni progresso, di ogni riforma liberale nella quale Intuiva essere la salvezza, ma insieme critico acuto e vivace di tutti i provvedimenti del governo .e dallo stesso Be che accennasse a debolezza, a reazióne, a ipocrisia e perciò considerato quasi come un oppositore di Carlo Alberto o meglio del carattere di lui; patrocinatore Indefesso e intemerato della indipendenza e delia grandezza dello Stato sotto la dinastia Sabauda, egli fu uno dei migliori esponenti di quella pleiade di valentuomini dell'aristocrazia piemontese che -i sforzò di fare aderire ti popolo e la massima parte degli Stati italiani alla Idea dell'indipendenza non solo ma ancora della collaborazione all'opera, alla quale tendeva quella monarchia.
Tale essendo, egli non poteva non desiderare M dirimere le gravi divergenze che continuavano a tener divise dal Piemonte. Genova e hi Liguria, offese nel loro Interessi non meno tino nel loro amor propria [dalia, fusione col Regno di Sardegna, re questo suo tentativo egli esplicò nel carteggio-che tenne con Michele Erede di sentimenti fctttit'alfcro che favorevoli alla tfonarehia e al Piemonte, ma patriota egregio e tenace edòtto assertore del dtóliiifò ideile ragioni di Genova.