Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE NAPOL?ON FRAN?OIS DUCA DI REICHTADT
anno <1932>   pagina <214>
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*** tòccensitMi e BiMìografie
per celebrare la proclaiuazione dell'Unità del Regnò, illuminò due trasparenti eoi ritratti di Vittorio Emanuele li e di Napoleone IH, incoronati da un genia­li gendarme Francesco Velluti con tre altri compagni preposti al servizio d'or­dine in quel tratto di strada, accorse per disperdere la gente fermatasi e plau­dente, ma accolto da fischi e minacce dovette retrocedere facendosi largo colla sciabola sguainata. Nella ressa 11 Velluti, ferito da due coltellate al ventre, cadde per spirare pochi minuti dopo all'ospedale di S. Giacomo; mentre i compagni spalleggiati da alcuni militi francesi arrestavano un giovane, Cesare Lucatelil di 23 anni che trovavasi tra la folla e che ritennero per il feritore. Il Lucateli!, rausaicìsta e oste disoccupato, compromesso nella causa del 1853, aveva già scon­tato una condanna politica nel Forte di Pollano; e non ostante le sue proteste d'innocenza, fu dichiarato dalla Sacra Consulta colpevole dell'omicidio, dannato a morte e ghigliottinato il 21 settembre 1861. n Montenoves! discutendo acuta­mente le prove raccolte, le proteste e il processo intero, lo purga dal delitto ascrittogli e dimostra come egli sia da considerare come uno degli ultimi martiri del nostro Risorgimento.
MICHELET ET MONTANELLI, d'aprés des leltres in.6d.Ues de Michelet, avec une in troduction et des notes par A. TACCHINI. Carrara, Istituto editoriale fa­scista apuano, 1931.16, pp. xxvlj, 58.
Queste lettere, donate alla Biblioteca lahronica di Livorno da Gioacchino Ba-stogl, sono In numero di 23 e vanno dal 22 marzo 1850 al 25 febbraio 1808 con una ulteriore della moglie del Michelet olla vedova del Montanelli del 3 novembre 1891. Come nel lavoro del Gay, :in queste lettere, perfettamente illustrate dal prof. Tacchini, risuona la voce di un grande uni.ieo dell'Italia e della coltura Italiana, del Michelet, che diceva di esser nato da Virgilio e da Vico e sapeva condividere i nostri sentimenti e quellldei nostri dotti, fra I quali G. Montanelli dell'Ateneo pisano ferito a Curtatone, membro del Governo provvisorio toscano.
Dice bene il T. che questi scritti non contengono alcuna rivelazione sensa-jsionale. ma da essi emana quel fascino che il Michelet sapeva effondere intorno se e che in nessun altro cuore avrebbe saputo trovare niigllor corrispondenza che in quello dell'amatissimo professore pisano. H Mieli, vi accenna alle opere <he veniva scrivendo e in mezzo a cose familiari non sa frenare la sua sim­patia per la nostra Italia, n T. pubblicandole ha recato un altra pletruzza aliti fltuua reciproca che debbono nutrire fra loro i popoli.