Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE NAPOL?ON FRAN?OIS DUCA DI REICHTADT
anno
<
1932
>
pagina
<
220
>
220
Recensioni e Bibliografie
rare prima deli rivoluzione francese attraverso le mutazioni sociali e Jfi vicende polMehe del secolo XVm l'Italia nuova. Oggi le condizioni sonò cambiate a mai, si corre un po' il rischio di cadere nel l'eccesso opposto.* Ci dimenticare:: svalutare soverchiamente gli apporti stranieri al movimento che d condusse ai raggiungimento della unita e alla conquista della libertà e della indipendenza, pendenza.
A una sana valutazione dal rinnovamento nazionale inteso come risveglio-delle sopite energie italiane, favorito, non determinato, da gì*influssi stranieri ha da anni molti contributi Giulio Natali, il saggio su La vita il pensiero di Francesco Lomonaco (1912) e gli altri raceojti nei bel volume Idee, cost/umi, uomini del Settecento (2* ed. 1920), per non ricordarne che alcuni, hanno recato notevole giovamento alla migliore intelligenza dei nostro Settecento, reagendo ai giudizi preconcetti dei seguaci pedissequi della critica francese e tedesca. Da quei più antichi saggi è uscito il Settecento, visione che vuole essere completa della cultura, meglio che della sola letteratura, di quel secolo.
Lavoro di ampio respiro e di poderosa erudizione questo del Natali, nel quale-contro l'affermazione di quanti tè ostinano a vedere nel Settecento italiano un riflesso del francese (ah, quell'Italia oelle au ooìs dormant cara a troppi storici nostri!) è ribadita la tesi che riconosce caratteri suoi propri! al rinnovamento della patria, strettamente connesso alla tradizione e-alla cultura italiana. tèli esempi stranieri ajutano l'Italia a ritrovar sé stessa: ecco tutto. E* come già ai Tenca, anche al Natali appaiono evidenti in quel secolo i due indefeUioìH principii direttivi della nostra storia, la cqntMvMà della tradizione romana e la indipendenza della italianità dalla ecclesiasttifitù.
Quello elie con qualche solennità, seguendo il Balbo e 11 Tommaseo; aveva affermato H vecchio Belviglieri ( e scrutato imparzialmente quel secolo, nel quale i volgari nulTaltro vedono che le incipriate parrucche de' cicisbei, nul-l'altro odono che i belati d'Arcadia, ci si palesa la preparazione profonda e spontanea del nazionale risorgimento ) il Natali dimostra in ogni sua pagina. Le damine incipriate della nazione carnevale leggono, studiano, scrivono (vedi il bel capitolo su QU studiì delle donne) al pari del loro cavalieri, che nelle accademia e spi giornali, negli opuscoli e nei libri, nelle conversazioni dotte e nei salotti discutono e polemizzano. Si legge, si legge molto nell'Italia del Settecento (le ricchissime indicazioni bibliografiche del Natali lo attestano) e si legge di tutto. Le anime timorate hanno paura, perchè quelle letture appaiono perniciose. Ricordate F. ffl.. Lucchini nella sua prefazione al Rulnart (Roma WD Non pochi di questi libri sono pregevoli per lo stUe, in cui sono scritti; non mancano del corredo d'una non mediocre erudizione, e contengono molti morali insegnamenti onesti, giudiziosi, e profittevoli. Sono pero ordinati, e distesi a malizia grandissima, e quando colla pulitezza dello stile, col lustro dell'erudizione, e coll'aggiu-