Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; VENETO
anno <1932>   pagina <408>
immagine non disponibile

462
GwMnmo Muraldl
nessioue .non KÌ potava qiiiiKli efifCK* J11 ,lel m passaggio ii<el continente, russino poi tjtòeéfy toihflk.Q: tàBp pgwMte napoletane, essa avrebbe putiti effettuarsi ancitè1 p6l semplici* de­creto dittatoriale (TI).
11 Depretis aderì al pensiero espresso ila G-a ri baldi, e questi, con un decreto .pubblicato il giorno dopo, (ai netóHÉe il colloquio ebbe luogo il 21 e non il 22 luglio, come molli asseriscono), lo no minò pro-diti a toue della Mttv co* diritto di mafétim''Mffl i poteri conferiti a* Statore dai tutti i comuni della Sicilia (72*. Francesco Crispi, (preseaittt, ,meho detto, al colloquio), incaricato di eseguire il decreto della nomina del prodittatore, offri Je sue di­missioni al Generale, il quale a sua volta le respinse, desiderando lasciare il Orispi a Palermo, affinchè potesse servire di guida al neo-
Pt)i ;fì GCERZGICI - voi. Ili pag. 158, nel suo Garibaldi , così si esprime Intorno alla missione del Depretis : Il eonte di Cavour aveva torto di diffidare di ini: Agostino Depretis non era dei suoi amici, ma circa al problema dall'an­nessione era pienamente d'accordo con; lui j non la voleva, è vero precipitata o violentai.'meditava prepararla poco a poco, renderla necessaria, ottenerla ami­chevolmente dalle mani di Garibaldi, non strappargliela ma infine la voleva quanto il Cavour stesso ; e più che ad un ministro; di GkraM:Ì .si convenisse. Però, quando il 22 luglio si presento a Garibaldi in Milazzo, il prodittatore non svelò tutto il suo pensiero ; si dimostrò anzi impaziente di dare un assetto sta­bile allo Stato, promulgando al più presto lo Statuto e gli ordinamenti pie­montesi (il che fece tosto con molta lode sua) : ma delle sue idee, a luiessionisi e non fece motto: crescendo cosi subito nella Muda del Generale, ma preparan­dosi a perderla fra breve .
Se il Guerzonì ha colto nel segno esponendo la tattica di Depretis nel pro­cedere all'annessione, al contrario, riguardo al colloquio con Garibaldi b in­vece completamente inesatto. Oltre all'affermazione delia Mario, <ip. elt. pag. 102. che molte cose seppe e vide direttamente, credo opportuno riportare ';fiif'brano della nota lettera scritta dal Depretis il settembre 1860 a iGfeti baldi, per sollecitarlo a permettere l'annessione della Sicilia al l'iemonteiV'CiKi-corderete n, diceva il Depretis. quanto ini elicevate a Milazzo il giorno in culmi faceste l'onore Il eleggermi prodittatorerVi parlai del desiderio di Vittorio Emanuele* di affrettare l'annessione e voi dicevate che non prima poteva, farsi che voi foste passato sul continente, e che allora la si poteva anche fare per decreto ditto tarlale... (edita In Colombo, op. cit., pag. 17).
(*) Decreto n. lìS di nomina dell'Avvocato Depretia a rodlttatare della Sicilia - -2S Màglio ìsm - = M Art, L* - e I/av*, A. riepretis, deputato al parla­mento nnsilouale. è nominato prodittatore. JSgli estórcitern tolti i poteri confe­riti al Dittatore dal ConranU, flella Sicilia. Vedi U testo,- completo del Decreto negli rf Atti del Governo Dittatoriale . Prodittatoriale in Sicilia ~ Pater­ni IMI.