Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; VENETO
anno <1932>   pagina <412>
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che muove i Siciliani a desiderare la pronta annessione, tp si va ad un'alt idea. La Sieitta, mm MpMm. morale e poUtfca, vessata da 10000 condannati, ohe ci quando in quando qua e la tur*, nano bordine, assediata da una falange di borbonita>ra mascherati da liberali, e distanti aLtri cattivi elementi, non può sopportare un lungo stato provvisorio, qua! si rielóeflé per unta* Napoli, Roma, Venezia : la guardia nazionale dei Comuni interni dell'Isola non ha le viario della perseveranza nel servizio di tutelare l'ordine come quella di Palermo, Messina, Catania e qualche altra città. dell'Isola. Se si vorranno Impiegare forze militari alia vigilanza e all'ordine, viene meno il concorso alla guerra nazionale e nell'attrito delle rea­zioni interne si logorano le risorse dello Sitato e.non può l'Isola ser­vire di teatro a tanta intrapresa ...
H foglio satMco La Forbice era invece sopra tutto contra­rio all'idea della convocazione di un'assemblea siciliana, nella quale sarebbero tornati a galla di nuovo quegli spiriti autonomisti e se­paratisti, che non erano poi del tutto spenti negli animi dei sic! liani. Pur tuttavia La Forbice patrocinava l'annessione per suf­fragio universale, lasciando però capire che avrebbe desiderato un governo centrale dell'Isola, con residenza in Palermo, il quale m vrebbe poi dovuto occuparsi della nomina degli impiegati, inferiori e dell'approvazione delle leggi interessanti l'economia locale.
li più accanito nemico dell'annessione immediata era natural­mente l'organo personale di Francesco Orìspi, il Precursore, che. uscito per la prima volta il JJ luglio 1860, aveva dichiarato di essere bensì convinto assertore dell'unità dell'Italia, ma di volere altresì a.ehe ogni provìncia, ogni comune, ogni cittadino della patria, fosse libero, quanto era possìbile senza danno dell'unità ... - ógli'anio poi . soggiungeva, che la Sicilia non si arresti a mezzo il cammi­no, non si in e brìi dei suoi] trionfi, ma si ricordi che il une vero della sua rivoluzione è il fine di tutta l'Italia, l'unità-, e si adoperi con le altre provineje libere a conseguirlo, aiutando qualunque popolo ita­liana Mfa contro la tirannide italiana e straniera.'
Si deve pensare ad una spedizione per Napoli prima che al­l'annessione affermava ! giornale nel numero del 19 luglio e quando Sicilia e Napoli saranno liberi, unite al Regno del Re Ga­lantuomo, potremo facilmente spacciarsi d'ogni sorta di stra­nieri ..ÌÌ-
EaM erano le opinioni' dei siciliani riguardo al problema del­l'annessione. opMoni che concordarono tutte pérd nel ritmereste