Rassegna storica del Risorgimento
SICILIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1932
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pagina
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413
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domina di Depretìs a pro-dittatore come una vj?a fortuna pei* la Cicilia,
Agostino Depretis si-,esca dunque accanto (tra le simpatie gene-Tali) al difficile lavoro del l'iordinamento ajnministrafcivo dell'Isola. Egli il 24 lugKo aveva affidato al cittadino palermitano tesare vetltffc buon conoscitore delle cose di! Sicilia, l'incarico distendergli un memoriale sulla situazione intema dell'Isola. Il Divello, il giorno dopo, consegnava ai w cittadino pro-dittatore una lunga relazione sulle condizioni materiali e- morali della- Sicilia, nella quale egli confessava a malincuore, die l'Isola era stata da qualche -tempo in posizione anarchica. Lenta ed inefficace la forza dell'autorità rilevava il Girello e questa mal confidata, sicché la 'finanza non riscuote le tasse, ed emette dei buoni : la sicurezza pubblica compromessa, gli ordini dittatoriali dimenticati, il malcontento coglie tutte le classi . Secondo il Olivello l'origine di questo poco felice stato di cose doveva rimontare a talune disposizioni che si erano prese non analoghe ai tempi, come a richiamare alle -caraeiie della Nazione gli uomini che vi figurarono nel 1848, ne mantenere ai loro posti magistrati, funzionari ed agenti della r scossione del cessato governo, dall'escludere dal maneggio degli affari gli uomini, che con il loro sangue tracciarono le orme della libertà e dell'unita italiana; e medesimamente nel lasciare liberi, potenti- e non ripresi gli uomini manifestamente attaccati al vecchio principio premiati anzi ed accarezzati, affidando loro le cariche più .gelose ed essenziali dello Stato essi erano nel ministero, nella dogana, nei municipi!, nelle Officine delle riscossioni nell'essere ancora vigente ed attiva la parte separatista collocata in posti eìa> nenti procurantesi in ogni modo di attraversare 11 principio nostro, e nel continuo succedersi dei segretari di Stato, ciò che ha dato motivo ai cattivi approfittarne (78).
Kon v'era dunque tempo da perdere se non si voleva, come no-tava il Divello, affievolire nei .Siciliani quello spirito patriottico eh* li aveva portarti a Galatatìmf, a Gibilrossa, a S. Martino , contribuendo-in tal modo ad aumentare il partito separatista, che, sempre secóndo il Divello, non era da considerarsi un elemento traseu-TabilèA, come molti invece riputavano.
(7> BcH-fca dal Librino. OD. W Pg. '-WS-'OO.